lunedì 18 ottobre 2010

THE AUSSIE DRILLER MASSACRE

THE LOVED ONES di Sean Byrne, 2009

The Loved Ones è il primo lungometraggio di Sean Byrne, trentasettenne regista australiano con alle spalle una manciata di corti e un documentario, che da più un anno sta girando per festivals rastrellando consensi più o meno unanimi.
Proprio a causa di tutto questo hype festivaliero era un pezzo che aspettavo di vedere questo film  e sono molto contento di affermare  che l’attesa è stata ampiamente ripagata. La storia è una strana sorta di teen movie nel quale un’adolescente disturbata ricrea nel proprio soggiorno un Prom casalingo con tanto di Re del ballo prontamente rapito per l’occasione. Il giovane regista grazie ad un’ottima capacità nel saper costruire la tensione e al netto contrasto tra una fotografia dai colori accesissimi, quasi patinati, e l’orrore della vicenda raccontata ci fa piombare all’improvviso nel più completo terrore con la  forza e la violenza di uno schiaffo. Byrne dice di aver trovato l’idea per il film domandandosi cosa sarebbe accaduto fondendo Carrie e The Evil Dead ma più che il capolavoro (uno dei miei horror preferiti in assoluto) di Raimi mi ha parecchio ricordato, soprattutto nelle malsane atmosfere familiari, un altro capolavoro, (che va a braccetto con The Evil Dead nelle mie preferenze personali) The Texas Chainsaw Massacre di Hooper. Il paragone potrebbe far storcere il naso a molti ma c’è almeno una scena (e non sto a spoilerare, ma è sicuro che se avete visto il film di Hooper la noterete, se invece non l’avete visto che cavolo ci fate ancora qui? Correte a recuperarlo e guardatelo in ginocchio sui ceci cospargendovi il capo di cenere, ADESSO!) che è chiaramente una diretta citazione delle spassose riunioni famigliari di casa Hewitt e l’atmosfera di follia e morbosità che permeano entrambe le pellicole sono parecchio affini. Ed è per mano della superlativa coppia John Brumpton e Robin McLeavy, i quali danno vita sullo schermo ad un duo di psicopatici come non se ne vedevano da parecchio, che questa atmosfera malata e super ansiogena prende forma, soprattutto grazie alla davvero grandiosa prova della McLeavy, per il contrasto tra l’immagine da timida teenager e il sadismo e la follia di quel che è in grado di compiere senza battere ciglio, dando al contrario l’idea di divertirsi un mondo. Gli amanti (come il sottoscritto) del sangue infatti non resteranno certamente delusi, di efferatezze sia psicologiche che fisiche se ne vedono parecchie andando a sfociare nel vortice di sangue, violenza e delirio puro al confine con lo splatter dell’ultima mezz’ora il cui  ritmo è talmente elevato che il ritrovarsi a fissare i titoli di coda al sicuro sul proprio divano fa tirare un sospiro di sollievo. In caso vi fosse venuta voglia di vederlo vi sconsiglio caldamente di guardare il trailer che spoilera a destra e a manca come non ci fosse un domani, siete avvisati!

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