lunedì 25 ottobre 2010

CINQUE RAGAZZI VANNO IN MONTAGNA AKA RICETTA HORROR PER IL DISASTRO

VERTIGE di Abel Ferry, 2009

Onesto. Penso sia l'aggettivo più calzante per l'opera prima di Abel Ferry, giovane regista francese approdato al lungometraggio dopo un paio di corti. Non originale ne particolarmente innovativo (se avessi avuto un centesimo ogni volta che ho visto un film horror iniziare con un gruppo di amici che vanno - inserite qui un luogo a scelta - a quest'ora starei scrivendo questa roba sdraiato al sole nel bordo piscina della mia villa ai caraibi) ma un film che dimostra quanto non sia necessario, sebbene auspicabile, riscrivere le regole del genere per girare un horror thriller che faccia il suo sporco lavoro. Vertige è ambientato sulle magnifiche alpi croate  e anche solo gli impressionanti paesaggi contribuisco non poco alla bellezza visiva della pellicola,  paesaggi che Ferry riesce a sfruttare al meglio con una regia precisa ed efficace, ricca di carrelli e soggettive che nelle sequenze più adrenaliniche fanno salire alta la tensione, e unita a un’ottima  gestione del ritmo, un po' lento nelle battute iniziali ma con un'accelerazione esponenziale man mano il gruppo sale di quota, non fatica a tenere lo spettatore incollato alla sedia in più di un'occasione. La nota dolente è lo sviluppo della trama che pesca a piene mani nel territorio del clichè, se stai scalando una montagna e a un certo punto trovi un cartello che ti sconsiglia di procedere ma te ne freghi e continui a salire, il minimo che ti puoi aspettare è che tutto vada per il peggio (e, SPOILER: ti meriti di morire della peggior morte!). Nessun particolare guizzo sul piano del plot e una linea narrativa gestita in maniera parecchio approssimativa (una delle protagoniste ha dei flashback smarmellatissimi dei quali non ho capito il senso) uniti ad un villain di poco spessore sono i punti deboli del film, che si risolleva però grazie a una buona caratterizzazione dei personaggi, del tutto funzionale all'azione, e a un cast azzeccato che riesce a garantire una performance abbastanza realistica e credibile nel portare sullo schermo panico e terrore.
Vertige si attesta quindi come un survival horror vecchia scuola con il giusto livello di sangue e tensione, una pellicola (nell'era del digitale ha ancora senso usare temini come film o pellicola?  mmm... mi sa che sto divagando...) che certo non resterà negli annali del cinema di genere ma ha il pregio di rivelare un regista che con il giusto script potrebbe regalare in futuro qualche sorpresa e che, visto l’arrivo dei primi freddi, per una serata senza troppe pretese, divano, plaid e Ciobar va più che bene, non dura troppo ed è pur sempre meglio che rincoglionirsi davanti a merda come il Grande Fratello o X-Factor.

2 commenti:

  1. Condivido appieno la tua rece e dalle tue parole ho colto che hai compreso che in questo film l'unico male è la strafottenza giovanile che si fa un baffo delle regole (il cartello di divieto). Bravo perchè hai saputo descrivere sia i pregi che i difetti di questa buonissima pellicola. Saluti ;)

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  2. Grazie, non ci resta che aspettare Ferry al varco con il suo prossimo lavoro, potrebbe far faville.

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