lunedì 25 ottobre 2010

ROBERT PERDONALI PERCHE' NON SANNO QUELLO CHE FANNO!

HOT TUB TIME MACHINE di Steve Pink, 2010

In tutta sincerità non ho idea del perchè nutrissi delle aspettative nei confronti di questo film, avevo visto il trailer girare sull'ESPN e m'era parso divertente, magari sarà stata la presenza di John Cusack che dopo la serie di commedie adolescenziali interpretate negli anni 80 (roba tipo Better Off Dead, Say Anything o Sixteen Candles del mai troppo compianto John Hughes) si è conquistato per sempre un posto nel mio cuore. Quello che invece so è che alla fine del film avrei tanto voluto avere una macchina del tempo nella vasca da bagno per poter riavere indietro gli ultimi 100 minuti della mia vita. Per il povero Cusack la giornata era partita già malissimo, nel pomeriggio mentre lavoravo avevo visto a spezzoni quella porcheria totale di 2012 e non nego che l'amarezza montata a seguito della visione di tale abominio (roba che Méliès si sta ancora rivoltando nella tomba battendosi il petto e gridando: "Perchè? Mio dio perchè? Avessi saputo saremmo arrivati a tanto avrei bruciato le mie pellicole, maledetto me!"), potrebbe aver intaccato il mio spirito critico e il fatto di ritrovarmi  davanti  il buon John in serata nel film di Pink possa aver funzionato da valvola di sfogo nei confronti di Roland Emmerich, le esplosioni, la CGI, il green screen, il cinema, il mondo, la vita e tutto il resto. Devo comunque dire che Pink ce l'ha messa tutta per farmi scendere la catena e arrivato alla scena che vede protagonista  Rob Corddry, uno scoiattolo e del vomito ho capito dove sarebbe andata a parare tutta la baracca ma ormai era tardi. Tra gag insistiti sull'amputazione del braccio del facchino (il mitico Crispin "toc toc, c'è qualcuno in casa" Glover) , una rappresentazione degli 80's che a confronto "Notte prima degli esami" è un capolavoro neorealista e un Chevy Chase buttato a caso nella vicenda e davvero sprecato (visto il suo Pierce Hawthorne in Community, direi che il buon vecchio Chevy di cartuccie da sparare ne ha ancora parecchie) il film si trascina per più di un'ora e mezza divertendo davvero poco. Ovviamente non tutto è da buttare, ad esempio c'è Lizzy Caplan (ti amo), Lyndsy Fonseca di How I Yet Your Motheriana (e Kick-Assiana) memoria e un gran bel front boobs di Jessica Paré che nel 2001 in combutta con Piper Perabo e una ancora giovane Marissa di O.C. turbò parecchio le mie zone birichine con quella zozzeria pruriginosa pseudo lesbo soft core di "L'altra metà dell'Amore" (spoiler: I N G U A R D A B I L E !) e che adesso da vita alla splendida Megan in Mad Men. Di buono c'è anche la citazione da Sixteen Candle e i giochi di parole nel finale con il nome di Lou che culminano nella vera perla del film, i titoli di coda, che vi ho linkato così potete evitare di sprecare tempo guardando il resto (e queste sono le tette della Paré, così non avrete proprio nessun rimpianto). John, non prendertela, ti voglio ancora bene, lo so che mica tutte le commedie posso uscire come Superbad!

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