lunedì 1 novembre 2010

FINALMENTE UN MUSICAL DOVE GLI ATTORI INVECE DI METTERSI A CANTARE SI PRENDONO A SBERLE!

SCOTT PILGRIM VS. THE WORLD di Edgar Wright

"No. The first album is much better than the first album" 

Se come me avete amato alla follia Shaun of the Dead (mi rifiuto di scrivere l'osceno titolo italiano che evito di commentare altrimenti questa parentesi non la chiudo più), Hot Fuzz e volete un gran bene a Edgar Wright immagino stiate aspettando con trepidazione Scott Pilgrim vs. the World e vi assicuro fate parecchio bene perchè giuro sulla mia collezione di fumetti che è uno dei film più fottutamente divertenti degli ultimi anni! Devo ammettere che la pellicola mi ha avuto sin dal geniale logo Universal a 8 bit in apertura, lo so, basta davvero poco per comprarmi  ma se siete dei trentaqualcosa come il sottoscritto, cresciuti giocando a Double Dragon e Space Harrier sul Master System, a Turrican sul C64 o tentando l'improba impresa, ahimè mai riuscita, di finire Street Fighter II con un solo gettone nel baretto dietro l'angolo, non potrete che impazzire di fronte alle mirabolanti avventure di Scott Pilgrim. Wright, qui alla prima prova con un faraonico budget da Blockbuster e senza il fedele Pegg come spalla alla sceneggiatura, adatta per il grande schermo il divertentissimo fumetto in sei volumi di Bryan Lee O'Malley, o meglio, più che adattarlo lo trasforma proprio in realtà. Sia ringraziato Stan Lee io la malattia che affligge gran parte dei fanboys, la questione fedeltà nelle trasposizioni cinematografiche alle storie dei propri beniamini, non l'ho mai presa, quindi dell'aderenza al testo d'origine me ne frego spesso e volentieri ma qui il problema proprio non si pone perchè ci si trova di fronte ad un vero  e proprio fumetto animato come non se ne vedevano da quella grandissima perla di Sin City del buon Rodriguez. La trama è molto semplice, Scott s'innamora della bella Ramona e per conquistare il suo cuore dovrà sconfiggere i suoi sette ex fidanzati riuniti nella League of Evil Exes (alzi la mano a chi non è mai capitato!), il tutto mentre cerca di vincere un concorso musicale con la propria band e di evitare la propria ex diciassettenne, attorniato in tutto questo da una girandola di personaggi uno più bizzarro dell'altro ma allo stesso tempo realistici nel catturare le idiosincrasie di una generazione. Senza scordare poi che se le danno alla grande, sì perchè i sette ex Scott deve sconfiggerli in spettacolari combattimenti all'ultimo sangue che grazie alle coreografie del veterano Bradley Allan (stunt cordinator tra gli altri del favoloso Kick Ass, e si vede) fanno impallidire parecchi film di arti marziali ed esaltano non poco. Il giovane regista inglese quindi, mischiando generi e media è riuscito a far vivere le pagine di O'Malley, grazie oltre al proprio innegabile talento visivo ad un cast di giovani attori davvero azzeccatissimo, dalla certezza Cera (che sì, sembra sempre interpretare il medesimo personaggio ma come si fa a volergli male, assieme a quel tipo con gli occhiali, come si chiama, quello che ha inventato l'Xbox nel suo garage è la prova vivente che noi geeks possiamo farcela, è la rivincita dei nerd personificata!) a quell'incredibile faccia da schiaffi di Kieran Culkin che divora ogni scena nella quale appare, la splendida Mary Elizabeth Winstead (ti amo forte e duro) e Mark Webber, i malvagi ex fidanzati, Chris Evans che interpreta l'attore ex campione di skate Lucas Lee (sarebbe stato impagabile fosse stato interpretato da Jason Lee ma a parte i limiti di età probabilmente avrebbe portato ad un cortocircuito di citazionismo postmoderno talmente meta da farmi esplodere la testa) il sempre ottimo Jason Schwartzman, il produttore hipster Gideon Graves, riuscendo addirittura nell'impresa di rendere credibile quel tonno di Brandon Routh, affidandogli ovviamente la parte di un tonno,il vegano dai poteri psichici Todd Ingram ("I partake not in the meat, nor the breastmilk, nor the ovum, of any creature, with a face" genio assoluto!) senza contare Thomas Jane e Clifton Collins Jr. protagonisti di un  devastante cameo. Frullando cinema, videogiochi, musica e fumetti in un vertiginoso vortice di citazioni che passa da Zelda, Super Mario, Street Fighter, Beck, gli Smashing Pumpkins, Cornelius, i clichè del rock indipendente, gli X-men, Tank Girl, Seinfeld, Bollywood, il cinema di Honk Kong, i Guerrieri della Notte e mille altri fattori culturali contemporanei in una miscela pop di rara potenza visiva con un ritmo scoppiettante e iperbolico Wright costruisce una commedia generazionale che parla il linguaggio di quest'epoca come poche altre. Scott Pilgrim è una divertente storia d'amore e formazione, un adrenalinica pellicola d'azione, un film musicale con una colonna sonora che farà andare in sollucchero (avete letto bene, ho scritto proprio sollucchero)  gli amanti dell'indie rock (con brani tra gli altri di Beck, Broken Social Scene, Holy Fuck, Metric, Black Lips, quel gran califfo di Frank Black e i Death From Above 1979 Remixati da Erol Alkan per non menzionare la scena del confronto verbale tra Cera e Schwartzman che ha come geniale sottofondo Under My Thumb dei Rolling Stones) e talmente tante altre cose che coglierle appieno è impossibile in una sola visione, il tutto miscelato con parecchio stile, gusto e tenendo d'occhio il ritmo e le dosi di tutti gli ingredienti  in 112 minuti d'intrattenimento puro, e ve lo dico io che sono vegano, quindi sono meglio di voi, potete fidarvi.


Bonus



in caso ve lo stiate chiedendo sì, non suona la batteria sulla melodia ma suona la melodia usando la batteria triggerata e sì, André Duracell è totalmente pazzo! ;)

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