lunedì 15 novembre 2010

JEE-WOON KIM IS BACK WITH A VENGEANCE

I SAW THE DEVIL di Ji-woon Kim, 2010

"Quando guardi a lungo nell'abisso l'abisso ti guarda dentro" 
                                          Friedrich Nietzsche

E' una tranquilla notte innevata, una bella ragazza ha una ruota a terra ed è al telefono con il proprio fidanzato, i due si scambiano tipiche frasi da innamorati, si accosta all'auto un uomo che si offre di aiutarla, lei dopo aver attaccato gentilmente declina, l'uomo la aggredisce rapace, la rapisce e la ammazza in maniera brutale. Questo il violento incipit che fa da motore alla narrazione di I Saw the Devil. Joo-yeon, la ragazza uccisa, era la fidanzata di Dae-hoon (Byung-hun Lee, attore feticcio del regista, visto anche in The Good, the Bad, the Weird e soprattutto in quello splendido noir che è A Bittersweet Life), agente della sicurezza nazionale che aiutato dal padre di lei, un ex capo della polizia in pensione, comincia una caccia all'uomo senza tregua e senza esclusione di colpi nei confronti di Kyung-chul (Min-sik Choi , indimenticabile protagonista di Old Boy tornato qui a recitare dopo una parentesi di quasi cinque anni) il serial killer psicopatico che l'ha uccisa. I Saw the Devil è una lenta discesa nei gironi infernali della follia, uno spietato gioco al gatto col topo dove i ruoli vengono continuamente ribaltati e le distinzioni tra bene e male sfumano tra loro perdendo sempre più in nettezza con il procedere della storia. Kim, grazie a un superbo lavoro di regia (basti pensare all'incredibile carrello circolare nella scena del taxi, alla macchina da presa che segue la testa di Kyung-chul dentro la vetrina o la tesissima sequenza d'azione dentro lo chalet) ad un comparto tecnico mirabile, su tutto la stupenda fotografia (che mi ha ricordato parecchio nei toni lo Zodiac di Fincher) curata dallo stesso regista, un production design cupissimo e a un montaggio teso e controllato confeziona un thriller visivamente potente e altrettanto violento (il film per esser distribuito ha dovuto subire svariati tagli, restando comunque vietato ai minori di 18 anni) come non se ne vedevano da anni. Sebbene la presenza di Min-sik Choi potrebbe far pensare ad un quarto capitolo apocrifo alla trilogia della vendetta di Chan-wook Park, I Saw The Devil, attraverso il tocco grafico e visionario del regista, spesso più incline allo stile (e di stile qui ce n'è davvero parecchio) che alla sostanza e per questo più volte tacciato di manierismo, non ne raggiunge la profondità e nemmeno si affanna a porre troppi dilemmi morali nei confronti della folle sete di vendetta di Dae-hoon, perpretata in maniera cieca e ad ogni costo portando conseguenze disastrose per chiunque venga coinvolto. Confesso in effetti d'esser rimasto per il primo terzo del film abbastanza interdetto, senza riuscire a intuire dove Kim volesse andare a parare ma una volta partita la caccia all'uomo, grazie anche alle splendide e vibranti performance dei due attori pricipali, è stato come salire su un treno lanciato in una disturbante e oscura corsa di 144 violentissimi e quasi ipnotici minuti con un capolinea magistrale che manda a casa con un calcio in faccia quella vaccata di Saw dal primo all'ultimo fottuto film. Da vedere assolutamente.

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