martedì 2 novembre 2010

MUMBLECORE MEETS ALIENS

MONSTERS di Gareth Edwards, 2010

Spesso l'apprezzare o meno un film è subordinato alle aspettative che maturiamo nei confronti dello stesso. Se si guarda quindi Monsters aspettandosi una pellicola d'invasione come Indipendence Day (che iddio ce ne scampi e liberi!) o qualcosa con mostri giganti tipo Cloverfield è molto probabile che si resti delusi. Questo creare false aspettative, anche per mano di una campagna promozionale che spinge in questa direzione, è però uno dei punti di forza della pellicola di Edwards, perché vedendolo ci si trova davanti agli occhi qualcosa di profondamente diverso da quanto ci si aspettava. Molti potrebbero considerare questo un difetto, ma la capacità di stupire in maniera intelligente lo spettatore, per quel che mi riguarda, è un aspetto davvero importante per una pellicola. Niente roba che esplode ogni due minuti o sparatorie e inseguimenti quindi, Monsters è decisamente più affine a pellicole come il bellissimo The Host o per certi versi I figli degli uomini. Il giovane regista inglese, qui alla prima prova nel lungometraggio ( se non si tiene conto di End Day docudrama televisivo per la BBC del 2005) dopo una lunga gavetta negli effetti speciali in CGI, in un'intervista, ha confessato di aver cercato di fare qualcosa di diverso dal solito, uno di quei film che si odiano o si amano, piuttosto di una pellicola generalmente ritenuta guardabile da una larga maggioranza. Ed è esattamente quel che è riuscito a fare. La storia si svolge sei anni dopo il ritorno di una sonda spaziale della NASA contenente microorganismi alieni schiantatasi in Messico, dove questa nuova razza ha nidificato e proliferato. Gli Stati Uniti hanno costruito una grossa muraglia per  contnerne  la propagazione e bombardano con armi chimiche quella che viene ritenuta la zona infetta, mentre la gente sembra ormai essersi abituata all'esistenza di questi mostri alieni. Samantha (Whitney Able) è "scappata" di casa per sfuggire ad una vita che pare già scritta, rifugiandosi proprio in Messico, ed Andrew (Scoot McNairy, che tra le altre cose ho avuto il piacere di apprezzare nell'ottimo In Search of a Midnight Kiss, una delle pietre miliari del mumblecore) un fotografo di guerra, in quella zona a scattare foto per la rivista del padre della ragazza, viene precettato per andarla a recuperare. Monsters è una strana sorta di mash up tra road movie, commedia romantica indipendente e film di fantascienza e all'abilità dell'autore nel dosare gli elementi di genere, sia a livello di scrittura che di regia e all'affiatamento dei due attori (che fanno coppia anche nella vita reale) si deve la buona riuscita della formula. Edwards gira con mano lieve, a metà tra sogno e realtà,  aiutato dagli stupendi paesaggi e dall'attenzione alla scenografia, davvero realistica e d'atmosfera nel ricreare uno scenario post apocalittico mettendo a frutto la propria grande esperienza nel campo degli effetti speciali, tanto che pare davvero impossibile che quel che ci si ritrova davanti agli occhi sia costato solo 15000 dollari. Chiaramente un film di mostri, come nella migliore tradizione cinematografica, si presta a parecchie chiavi di lettura, soprattutto se girato al confine tra  Messico e Stati Uniti dove c’è una muraglia concettualmente molto simile a quella realmente esistente e vista la volontà dell’autore di lasciare il sottotesto metaforico e allegorico aperto a molteplici interpretazioni. Più che essere un film politico su come gli Stati Uniti abbiano la tendenza a risolvere i problemi creandone d’infinitamente maggiori o un simbolo dell’immigrazione messicana, Monsters si focalizza sulla condizione umana, sull’evoluzione dei due personaggi principali e sul rapporto che si instaura tra essi durante il loro viaggio, i mostri del titolo prendono la forma del proprio pesante passato e della vita alla quale si tenta di sfuggire che li aspettano una volta tornati a casa. Probabilmente un titolo più azzeccato sarebbe stato Humans, ma l’appeal commerciale sarebbe per forza di cose venuto meno e non possiamo prendercela con Edward per questa sua furberia vista la piccola perla che ci ha regalato.

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