giovedì 23 dicembre 2010

GOTICO RURALE AMERICANO

WINTER'S BONE di Debra Granik, 2010

Ricordo chiaramente, subito dopo aver visto The Burning Plain, d'essermi fiondato di corsa sull'IMDb per controllare chi fosse quella giovane attrice che non avevo mai visto e tanto mi aveva impressionato per bellezza ma soprattutto bravura (non a caso la splendida interpretazione nel film di Arriaga le fece vincere il premio Marcello Mastroianni a Venezia). Era l'allora appena diciottene Jennifer Lawrence, e tra i film ai quali avrebbe lavorato appariva questo Winter's Bone, che cominciai ad attendere con una certa aspettativa, alimentata dai primi commenti letti e dalle più che positive recensioni d'oltreoceano nonchè dalla vittoria del Gran premio della Giuria come miglior film drammatico al Sundance di quest'anno. Ed il film della Granik è una folgorante conferma dello straordinario talento della Lawrence che regge quasi totalmente il film sulle spalle di una incredibilmente potente interpretazione, regalando una performance davvero memorabile nei panni della diciassettenne Ree Dolly. Tratto dal romanzo dallo stesso titolo dello scrittore di crime fiction Daniel Woodrell, Winter's Bone, ambientato nell'inospitale altopiano dell'Ozarks sul versante del Missouri, fotografa con nitidezza e realismo quasi dolorosi una parte della società americana che difficilmente viene rappresentata al cinema, quella di famiglie divise in clan che vivono anacronisticamente secondo ferree regole non scritte e proprie contorte direttrici morali, un'america fatta di volti scavati (come quello del quasi irriconoscibile John Hawkes, anch'egli di una bravura devastante nell'interpretare il cupo e violento Teardrop Dolly) dalla miseria, come fossero intagliati nella pietra e che paiono rispecchiare la spietata durezza del territorio,  di gente che ha imparato a destreggiarsi nell'illegalita per sopperire alla mancanza di un tessuto sociale adeguato. Raccontato con il ritmo del thriller (splendidamente punteggiato dalla malinconica e dolente voce di Marideth Sisco che appare anche in una sequenza) sfociando a tratti nell'orrore, quello vero, fatto d'indigenza e ignoranza profondamente radicata, dove l'atmosfera di pericolo è quasi palpabile, il film segue la parabola di Ree, adolescente che deve prendersi cura della madre, catatonica in seguito ad un esaurimento nervoso, e del fratello e della sorella minori in un percorso di formazione che la porterà sulle tracce del padre, piccolo criminale dedito alla produzione e allo spaccio di metanfetamina, la cui scomparsa rischia di mettere a repentaglio l'avvenire della famiglia. Un percorso difficile e spaventoso come il peso delle responsabilità che gravano sulle gracili ma forti spalle di Ree e che esplora vincoli familiari stretti come un cappio ma attraverso i quali si riesce a trovare un briciolo di speranza per il futuro.


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