domenica 19 dicembre 2010

WEEK END TRAILER EXTRAVAGANZA #5

FAST FIVE di Justin Lin, 2011

Quinto capitolo della saga di F&F che si va a inserire tra Fast & Furious (da noi intitolato Fast & Furious - Solo parti originali totalmente a caso, anche se per una volta bisogna concedere ai nostri adattatori che qua la colpa non è tutta loro, tra i titoli tutti uguali e una linea temporale che manco Primer con gente che prima crepa, poi ritorna, tenere il passo è un gran casino) e  The Fast and the Furious: Tokyo Drift che da quel che ho capito dovrebbe essere il capitolo finale. Non che di queste menate me ne fotta qualcosa, io ai tempi vidi il primo e nemmeno m'aveva fatto schifo, una specie di Point Break dei poveretti con i tamarri delle giostre di Quarto Oggiaro, quelli che fanno un casino brutto, al posto dei surfisti fighi, mentre gli altri episodi, visto l'esubero di macchine fosforescenti e con le lucine tutte matte che manco i presepi di San Gregorio Armeno, ho passato volentieri la mano. Qua invece la storia pare un po' diversa, intanto è tornato Vin Diesel nei panni di Dominic Toretto, fiancheggiato da Dwayne Johnson,  nome d'arte di The Rock quando vuol fare il serio (che con Faster richia di infilare la doppietta), al timone il veterano della serie Lin (al quale si deve la regia di una manciata di episodi di Community tra il quale l'incredibile "Modern Warfare" uno dei migliori della serie che se malauguratamente non sapete di cosa stia parlando fossi in voi correrei a recuperare correndo sulle mani) pare aver tenuto la CGI a freno e gli stunts sembrano essere parecchio old school (che i semi gettati da The Expandebles comincino a dare i propri frutti?), le macchine sono in tinta unita, niente colori psichedelici che provochino epilessia, e se non v'infocate con roba tipo quello che succede al 1.05 o con macchine che esplodono da tutte le parti e gente che salta a destra e a manca sui tetti è un problema vostro. Certo c'è pure quella cosa della macchina, del treno e di angolazioni pazze e la storia del caveau, ma son sottigliezze che si fan perdonare se vien fuori che il film è bello solido. Ah beh, dimenticavo, c'è pure quel quadrupede di Paul Walker, questa invece sì che è pesa.



SNOWTOWN di Justin Kurzel, 2011

Questo è un film del quale se devo esser sincero non sapevo nulla fino a 10 minuti fa, poi grazie al cielo mi ha dato una mano l'internet e ho scoperto che: a) è un film australiano, cinema che mi sta dando parecchie soddisfazioni ultimamente b) è tratto dalla vera storia di un serial killer della zona di Adelaide, tale John Justin Bunting e della ghenga di stronzi che gli ha dato una mano a steccare un fottio di gente c) è dannatamente cupo e pare promettere parecchio bene! Il trailer l'han mandato in onda durante l'AFI Awards e sa il cazzo perchè han deciso di lasciare il lancio fatto da un tipo grassoccio che non ho la minima idea chi sia.


LIMITLESS di Neil Burger, 2011

Nuovo film di Neil Burger, regista di The Illusionist (e che in mezzo ha girato un altro film che non ho visto e non ho mai sentito nominare nonostante Robbins e la McAdams, quindi non esiste) che non m'era neppure dispiaciuto, quello con Norton, Giamatti, Marsan e la Biel, non quello disegnato, che è proprio tutto un altro campionato e con questa ultima fatica ha deciso di correre a perdifiato sul sottile filo del rasoio che separa il film WOW! dalla megacazzata. Per intenderci, Bradley Cooper è uno scrittore fallito (e qui ci sarebbe da aprire una parentesi, che in effetti ho aperto, su come ad Hollywood per far apparire uno/a sfigato/a sono convinti basti spettinarlo/a o mettergli/le gli occhiali, mah) che in seguito a non so quali circostanze entra in possesso di una droga il cui trip lo fa diventare un super bomber, intelligentissimo, carismatico, che tipo finisce il libro in quattro giorni e s'impara l'italiano così a sfregio per fare il bulletto con Abbie Cornish (e come dargli torto). Ovviamente la faccenda attira della gente losca che ci vuol lucrare, tipo Robert De Niro che fa le faccette e per il buon Bradley si profilano gran cazzi amari. Ok, adesso che ho messo la trama nero su bianco l'ipotesi megacazzata guadagna decisamente terreno, comunque, dal trailer pare una specie di 21 senza quella cartola di Jim Sturgess e con una colonna sonora molto più fastidiosa, se poi ci mettiamo che il romanzo dal quale è tratto, un techno-thriller (qualsiasi cazzo di cosa significhi), è adattato dalla sceneggiatrice che ha curato lo screenplay di roba tipo Quel pazzo venerdì, Un sogno per domani, Questo pazzo sentimento o Senti chi parla adesso, qualche piccolo dubbio sulla piena riuscita del film direi che è lecito.



PAUL di Greg Mottola, 2011

Simon Pegg e Nick Frost di nuovo insieme ha ha ha ho ho ho (batte le mani e saltella per la stanza), se non sapete cosa significa vuol dire che non avete mai visto Shaun of the Dead e Hot Fuzz, e se avete ancora un briciolo di dignità dovete rimediare al più presto. Questa volta dietro la macchina da presa non c'è Edgar Wright, ma Greg Mottola, il regista al quale si deve la commedia americana più divertente degli ultimi dieci anni, Superbad, roba che la prima volta che l'ho vista dal ridere avevo la bava alla bocca e a momenti mi dovevano ricoverare e pure le volte dopo ho rischiato (true story!) ed è appena stata raggiunta sul podio da Scott Pilgrim vs. The World, che, invece sì, è di Wright, quindi è un po' tutta una grande famiglia di mattacchioni, Frost è pure il best man di Pegg, fate voi che tenerezza. Qua si parla di due comic-book geeks (cosa che Pegg è davvero, tra l'altro Garth Ennis e Darick Robertson nel loro ignorantissimo The Boys han deciso di omaggiarlo dando a uno dei personaggi, Hughie, la sua fazza, non è meraviglioso tutto ciò?) che mentre sono in pellegrinaggio all'Area 51, incontrano un alieno con la voce di Seth Rogen che tra l'altro è uno dei due sceneggiatori di Superbad, e qui il cerchio si chiude e mi esplode la fottuta testa.



WATER FOR ELEPHANTS di Francis Lawrence, 2011

Lawrence è colui al quale si devono i due adattamenti criminali di Constantine (uno dei miei fumetti preferiti) e Io Sono Leggenda (un libro della madonna), uno con la mano leggera quanto il granito che non mi pare proprio la persona più indicata a dirigere una roba come questa, ennesimo adattamento, questa volta di un romanzo che non ho mai sentito ma che al New york Times pare sia garbato un monte nonostante il titolo del cazzo. Si vede che cerca di rifarsi una verginità cinematografica dopo le due porcate sopracitate. Dal trailer non pare nemmeno tutto da buttare, qualche immagine d'effetto c'è ma l'idea che ne salta fuori è di una specie di Big Fish wannabe molto più da carie ai denti, vedremo (probabilmente no). Nel cast ci sono Reese Witherspoon, Christoph Waltz quel vecchino davvero simpa di Hal Holbrook che ha un résumé lungo da qui a laggiù e pure Ken Foree che non c'è nemmeno bisogno di dire dove ha recitato. Su Robert Pattison invece, durezza senza eguali.


THE TREE OF LIFE di Terrence Malick, 2011

Trailer del nuovo film di Malick, null'altro da aggiungere. Non so di cosa parli nello specifico e non mi interessa saperlo, voglio arrivare in sala, sedermi comodo e godermelo. Perchè è sicuro che me lo godrò.


PIRATES OF THE CARIBBEAN: ON STRANGER TIDES di Rob Marshall, 2011

I primi tre capitoli me li son visti e mi pare mi fossi anche divertito ma il fatto che non mi ricordi minimamente di cosa parlassero (e dire pirati non credo valga, dato che c'è scritto nel titolo) immagino sia il prezzo da pagare per aver tratto il soggetto da un'attrazione di Disneyland. Probabilmente poi, quando si  inizia a girare film tratti dalle giostre forse è il caso l'industria cinematografica cominci a farsi qualche domanda e pure noi spettatori, dato che sono stati tre blockbuster e non c'è troppo da scommettere sul fatto che lo sarà anche questo. Silurato Verbinski, alla regia è subentrato Rob "faccia di plastica" Marshall, del quale non ho mai visto nemmeno un film, nulla di personale Rob ma proprio it's not my cuppa, e cambio della guardia anche nel cast, dentro Penélope Cruz, fuori Orlando Bloom e quel fiore di Keira Knightley. Per quel che mi riguarda, con tutto il bene che posso volere a Johnny Depp, bravissimo e tutto quanto, forse è arrivato il momento di dire basta.



RANGO di Gore Verbinski, 2011

Verbinski appunto, invece di impegolarsi nel quarto capitolo di quella menata dei piarati, ha pensato bene di dedicarsi ad un progetto dal respiro un po' più ampio. Ideato e co-sceneggiato dal regista stesso, Rango segna il debutto dell'Industrial Light & Magic nel campo dell'animazione digitale e da quel che si può vedere direi sta facendo un ottimo lavoro. Character design ultra accattivante e curato, ambientazione western fighissima e un inizio slapstick che omaggia i cartoon classici da applauso. Le voci, che tanto qui in italia non sentiremo mai, sono tra gli altri di Johnny Depp, Timothy Olyphant, Alfred Molina, Harry Dean Stanton e Isla Fisher. Potrebbe davvero essere niente male.



TAKE ME HOME TONIGHT di Michael Dowse, 2011

Vedendo il poster (orripilante) ero già pronto a sputar veleno sul film (essì, son fatto così, sono un superficiale) ed invece dopo il trailer mi sono proprio dovuto ricredere (tiè!). Passando sopra il fatto che praticamente è un riassunto del film, l'atmosfera che si respira in questi 2 minuti e 29 secondi mi ha riportato a roba tipo (prendendo questa cosa con le presine del forno) le commedie di John Hughes. Sarà l'ambientazione anni '80, sarà questa storia di rivalsa del giovane sfigato che deve conquistare la strafiga del paese ma subito mi sono venuti in mente Sixteen candles, Ferris Bueller's Day Off, il capolavoro della premiata coppia Haim / Feldman, Licenza di guida o Say Anything con John Cusack (che non sono di Hughes ma s'inseriscono a pieno titolo nel filone della commedia adolescenziale di fine 80's da lui plasmato) e questo non può che essere un bene. Dowse non l'avevo mai sentito nominare ma spulciando la sua pagina di IMDb ho scoperto queste due perle che tipo se non le vedo al più presto muoio e nel cast ci sono quella simpatica faccia da schiaffi di Topher Grace, un nome così figo che sembra quello di una star di finti film d'azione anni '80, Teresa Palmer che è praticamente Kristen Stewart bionda, Michelle Trachtenberg e Anna Faris che lèvati e nientepopodimenochè Michael Biehn, SBEM!



EXIT di Marek Polgar, 2011

Film australiano di cui ancora si sa poco se non che gli autori citano tra le proprie ispirazioni i lavori di David Lynch, Darren Aronfosky, and Hal Hartley (quindi direi che, se non altro, han fatto il pieno di ambizione) e la cui trama racconta di gente che comincia a sbiellare mollando lavoro, affetti e sfanculando la propria vita perchè convinti che la città sia un labirinto e non fanno altro che girare come delle biglie impazzite cercando una porta andata perduta da migliaia di anni, l'uscita. Mi rendo conto che messa così non suona benissimo ma il trailer è fico e parecchio d'atmosfera, io ero già convinto ad "australiano".



BONUS:

BKO: BANGKOK KNOCKOUT di Panna Rittikrai, 2011

Se c'è una cosa che sanno fare i thailandesi è prendersi a schiaffi in maniera creativa e tra tutti Rittikrai è un vero maestro, stunt coordinator, prima che regista, di perle come Chocolate, Ong-Bak, The Protector, Ong Bak 2 e vero e proprio padre putativo di Tony Jaa, questa volta ha deciso di esagerare alla grande, questo BKO sembra essere la summa della sua opera, il suo Quarto Potere, un North By Northwest delle mazzate. Vedendo cosa diavolo combinano questi pazzi pazzi thailandesi in questo dietro le quinte, se sto giro qualcuno non ci lascia la buccia è un miracolo.



SUCKER PUNCH di Zack Snyder, 2011

Featurette del film che Snyder ha deciso di girare per convincere il mondo (e probabilmente se stesso) di non essere omosessuale, il regno del green screen, storie mattissime!

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