venerdì 25 febbraio 2011

BAD SANTA

RARE EXPORTS di Jalmari Helander, 2010

Se siete sulla trentina come il sottoscritto, è probabile che ricordiate con nostalgia il cinema d'avventura per ragazzi che spopolava negli Stati Uniti negli anni '80. Film come I Goonies, Piramide di Paura o Gremlins, che vide il connubio di due dei massimi esponenti del genere, Joe Dante e Chris Columbus, rispettivamente nelle vesti di  regista e sceneggiatore, sono state vere e proprie piete miliari della mia adolescenza. Film dove ragazzini emarginati  e sognatori venivano catapultati in meravigliose avventure che li aiutavano a crescere e a venire a patti con il ben più prosaico mondo degli adulti, pellicole a volte ingenue ma di potenza  visionaria davvero ineguagliabile. Probabilmente il fatto di avere sempre la testa tra le nuvole aiutava parecchio ma quand'ero ragazzino non facevo altro che sperare di trovare un'antica mappa o un misterioso campo di forza che stravolgessero la mia vita come succedeva ai giovani protagonisti di quelle pellicole. Sono più che certo che anche Helander, classe 1976, sia rimasto folgorato da quel tipo di cinema, anche perchè, questa sua opera prima, non sfigurerebbe di certo tra quei titoli. Tratto da due suoi precedenti corti (che vi consiglio di vedere dopo il film per non togliervi nulla della freschezza della storia) Rare Exports racconta di Pietari, ragazzino che vive col padre in Lapponia, sulle non troppo ospitali terre a ridosso del Monte Korvatunturi, quella che si dice sia la casa di Babbo Natale, e si troverà a dover fronteggiare proprio l'antico mito, che, vi assicuro, non ha nulla a che vedere con il vecchietto pacioso e rubizzo tramite il quale una nota multinazionale cerca di venderci le sue bibite. Helander confeziona quindi un fantasy d'avventura venato d'ironia e humor nero che corre sul filo dell'horror, in maniera davvero intrigante e con un twist e un finale geniali e divertenti, una storia di formazione che ha saputo rielaborare le proprie indubbie influenze in qualcosa di originale e fresco. Rare Exports, con tutti i suoi limiti, è comunque uno di quei film che fa tornare di colpo tredicenni, stampandoti in faccia un sorriso grosso così e che, per quel che mi riguarda, è istantaneamente diventato il nuovo classicone natalizio. Miracolo nella 34° Strada, puppa la fava!

Nessun commento:

Posta un commento