mercoledì 9 febbraio 2011

THEY SING THE BODY ELECTRIC

NEVER LET ME GO (Non lasciarmi) di Mark Romanek, 2010

Probabilmente perchè del tutto inaspettato, da Romanek, regista di videoclip e del mediocre One Hour Photo, tutto avrei immaginato, tranne un film come questo, Never let me go ha colpito durissimo. Tratto da un romanzo di Kazuo Ishiguro (che ahimè non ho letto), ambientato in un distopico passato prossimo, il film narra la storia di tre ragazzini, cresciuti nello stesso istituto, il leggendario collegio di Hailsham, e del delicato e complicato rapporto che si instaura tra loro una volta diventati adulti. La vera forza di Never let me go risiede nella pacatezza con la quale viene rappresentato lo struggente dramma della storia d'amore tra Kathy, Tommy e Ruth, un triangolo classico, quasi una storia romantica d'altri tempi, nella quale l'alone fantascientifico viene lasciato sapientemente ai margini, come sfondo, utile a delineare il tono di irreversibilità e ineluttabilità che permea la pellicola, per focalizzarsi invece sui protagonisti. Il rigore formale e tematico che fa da ossatura alla pellicola è subito chiaro sin dall'apertura, con lo schermo riempito dai lievi colori pastello dei brevi titoli di testa a richiamare la splendida fotografia di Adam Kimmel, fino alla misurata regia di Romanek, che, pennellando lieve, plasma ritmo e tono della vicenda senza mai calcare la mano, senza cedere al sentimentalismo fine a se stesso che, in una storia drammatica come questa,  è un rischio nel quale sarebbe fin troppo facile cadere. Rischio evitato grazie allo screenplay di Alex Garland (a sua volta romanziere e già sceneggiatore di 28 giorni dopo e Sunshine)  che ha adattato il romanzo per lo schermo con  rara delicatezza, ma soprattutto grazie alle performance dei tre protagonisti. L'alchimia e l'affiatamento tra i tre giovani attori è palpabile, ma se Andrew Garfield è perfetto (non che, dopo Boy A, la Red Riding Trilogy e The Social Network, ci fosse qualche dubbio) nei panni dell'adolescente timido e inadeguato Tommy e Keira Knightley è più che credibile in quelli della accentratrice e dominante Ruth, è la Kathy di Carey Mulligan che, oltre a essere la narratrice della vicenda, lasciando quindi un'impronta indelebile al registro del film, grazie a un'incredibile interpretazione, dimessa, dolente, di straziante malinconia, pare davvero rendere la pellicola una diretta emanazione dei propri stati d'animo. Never let me go è stato per me una splendida sorpresa, una piccola gemma, emozionante e coinvolgente,  uno di quei film che fa riflettere su cosa davvero significhi essere umani. 

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