mercoledì 16 marzo 2011

AT THE MOUNTAINS OF MADNESS

PRIMAL di Josh Reed, 2010

Un manipolo di ragazzi si avventurano nei boschi e finiscono per trovarsi a fronteggiare l'orrore. Quante volte ci siamo trovati di fronte a questa storia? Personalmente parecchie. Primal è l'ennesimo film che parte da questo presupposto, dopo un veloce incipit ambientato 12.000 anni fa, nel quale un uomo primitivo, intento a decorare una parete rocciosa con delle incisioni rupestri, attaccato da una forza misteriosa si trova, suo malgrado, a lasciare un'indelebile impronta fatta con il proprio sangue, fast forward e troviamo un gruppo di sei amici che inoltrandosi nei boschi australiani sta andando a visitare proprio quelle incisioni. Il film di Reed è pura exploitation, chi cerca profondità nei personaggi, originalità o virtuosismi registici resterà inevitabilmente deluso. In Primal, i richiami ad altri film sono abbastanza palesi (Evil Dead su tutti e per chi scrive, rifarsi al capolavoro di Raimi, è tutt'altro che una nota negativa) ma, nonostante il sottile alone di già visto, la pellicola, grazie a qualche accorgimento, riesce a camminare sulle proprie gambe e soprattutto a divertire parecchio.Un film come questo ha come unico obiettivo quello di intrattenere e Reed ci riesce alla grande, grazie ad abbondanti litrate di sangue e a creature parecchio riuscite, sorta di furie primordiali , feroci, cattive, spaventose e fottutamente zannute (con forti reminescenze dei Demoni di Lamberto Bava). L'originalità quindi, non è proprio il punto di forza del film, ma con un'infilata di ottime trovate, un buon ritmo e ad un finale ignorantissimo, il film australiano riesce nel complesso a farsi perdonare la pessima cgi, qualche episodio di regia  e montaggio non troppo riusciti (ad esempio il combattimento finale) e un paio di cadute di tono. Se è sicuro non resterà negli annali del cinema horror, Primal sa di certo come farsi voler bene.

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