giovedì 31 marzo 2011

DWAYNE JOHNSON DRIVES ANGRIER

FASTER di George Tillman Jr., 2010

"God can't save you from me!" 

Faster segna il graditissimo ritorno di Dwayne Johnson al tipo di cinema che più gli compete, quello d'azione, muscolare e senza troppi fronzoli. Archiviato il disastroso tentativo di lanciarsi nella commedia per famiglie (con film come Tooth Fairy, The game plan, o Race to witch mountain che mi sono ben guardato dal vedere ma il cui miserrimo rating al pomodorometro penso parli da solo), l'ex wrestler fa qui ciò che gli riesce meglio, ovvero riempire lo schermo con la sua imponente mole, dando vita ad un personaggio solitario e di poche parole, secco e brutale fin dal fulminante e violento incipit, quasi fosse uscito da un exploitation movie degli anni '70. Cinema a cui la pellicola si riferisce esplicitamente, sia nella caratterizzazione del personaggio interpretato da Johnson, un ex galeotto che guida una Chevy Chevelle Super Sport (che, in caso non lo sappiate è una delle automobili più belle mai create) e per regolare i conti impugna un revolver a canna corta, che nei richiami della colonna sonora  e nella trama, una sanguinosa e vertiginosa storia di vendetta che sembra diretta emanazione di film come Death Wish o Vanishing Point. Tilman punta subito al sodo, spingendo, come è giusto che sia, sull'azione, riuscendo da buon mestierante quale è a firmare una pellicola solida e accattivante sotto il profilo visivo, limitando l'utilizzo di CGI e utilizzando stunts tradizionali, espediente che senza dubbio aiuta Faster nel creare quell'alone da "vecchia scuola" a cui si prefigge di appartenere. Ovviamente questo va a discapito dei personaggi che, fin da subito, con la scelta di non dare loro un nome proprio ma chiamandoli semplicemente Driver, Cop e Killer, risultano poco approfonditi e addirittura, nel caso dell'assassino interpretato da Oliver Jackson-Cohen, sebbene tutto sommato un personaggio interessante (sembra uscito dritto dritto dalla mente di Garth Ennis e ha anche una delle battute migliori del film), totalmente pretestuoso e ininfluente ai fini della progressione narrativa, con l'aggravante di aggiungere una sottotrama legata alla propria vita privata totalmente priva d'interesse e sviluppata con evidente approssimazione (che regala una sequenza decisamente WTF, quella del matrimonio). E' comunque chiaro che quando si decide di vedere un film come questo, si sia già in partenza disposti ad accettare dei compromessi per quanto concerne la profondità di trama e personaggi, compromessi ai quali si è ben lieti di sottostare se a determinate mancanze si sopperisce pestando a tutto gas sul fronte dell'intrattenimento come in questo caso. Tilman riesce a far passare in secondo piano i difetti della pellicola con una buona iniezione di ritmo e con qualche soluzione visiva azzeccata che lo portano a confezionare scene d'azione di tutto rispetto (su tutte l'adrenalinica fuga dopo la rapina, dove Driver alla guida di una Pontiac GTO che, sempre in caso non lo sappiate, è un'altra delle automobili più belle mai viste, si gioca dei numeri da salto sulla sedia) aiutato dall'incalzante score del sempre ottimo Clint Mansell e da un cast decisamente in parte, dal poliziotto fallito Billy Bob Thornton, all'assassino milionario Oliver Jackson-Cohen, ai comprimari Carla Gugino e Xander Berkeley, passando per graditissimi camei di Jennifer Carpenter e soprattutto Tom Berenger, per arrivare a Johnson, che magari non sarà Marlon Brando ma fa il suo dovere in maniera più che convincente e onesta. Bentornato Dwayne, così ti vogliamo. 

2 commenti:

  1. Jo (recently promoted to Rocky Jo)1 aprile 2011 13:09

    Bellaaaa!! Condivido pienamente, un bel prodotto, che tra l'altro tra poco arriva anche al cinema, speriamo bene perchè The Rock si merita spazio!

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  2. Io ormai aspetto F&F5 con la bava alla bocca, se azzecca anche quello forse gli abbuono L'acchiappadenti ;)

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