lunedì 28 marzo 2011

I DON'T GIVE A DAMN ABOUT MY REPUTATION

EASY A (Easy girl) di Will Gluck, 2010

"John Hughes did not direct my life."

Uno dei miei grossi punti deboli cinematografici è senza dubbio John Hughes. Commedie come Breakfast Club, Un compleanno da ricordare, Una pazza giornata di vacanza (e ci butto dentro anche Tutto può accadere, responsabile del colpo di fulmine sfociato in amore incondizionato nei confronti di Jennifer Connelly) sono state tra i capisaldi della mia adolescenza, film che ogni qual volta mi si presenta l'occasione non posso fare a meno di guardare. Un altro mio punto debole, almeno da quando la vidi la prima volta in Superbad, una delle commedie più riuscite degli ultimi anni, è Emma Stone. Potete quindi immaginare quanto abbia apprezzato la fusione di queste mie due ossessioni. Easy A, seconda pellicola di Gluck, è stata davvero una gran bella sorpresa, tanto più che il primo film del regista, l'insulso Fired Up, non mi era piaciuto proprio per nulla, mentre ora l'attesa per la sua imminente terza prova Friends with benefits (da noi titolato, tenetevi forte; Amici di letto: istruzioni per l'uso, ennesimo fail degli adattatori italiani che avvalora sempre di più la mia tesi sul metodo da loro utilizzato, ovvero mettere sostantivi a caso in una boccia di vetro, bendarsi e pescarne una manciata coi piedi  per poi comporre delle frasi) è aumentata a dismisura. Costruita prendendo come canovaccio La lettera scarlatta, il famoso romanzo di Nathaniel Hawthorne (del quale lo sceneggiatore esordiente, Bert V. Royal, si è divertito a prendere in giro la pacchianissima trasposizione cinematografica di Roland Joffé del '95, quella con Demi Moore e Gary Oldman) ma immergendo la vicenda nella tipica ambientazione scolastica da teen comedy americana, con una scrittura intelligente, densa di citazioni cinematografiche, come il fenomenale monologo della  Stone - vera e propria celebrazione del cinema di John Hughes, che termina con la citazione che ho messo in apertura - o l'azzeccatissimo finale, qualche tocco di regia, su tutto l'idea della diffusione del gossip (ma anche i bei titoli di testa e coda), idea che se certo non riscrive la grammatica del cinema, dà una ventata di stile che non è usuale trovare in film di questo tipo, tutto contribuisce nel rendere il film fresco e accattivante. Una grossa mano alla buona riuscita della pellicola la dà sicuramente il cast, a partire da comprimari di tutto rispetto come Thomas Haden Church e Lisa Kudrow e da veri e propri mattatori come Stanley Tucci e Patricia Clarkson, capaci di bucare lo schermo ogni qual volta fanno capolino nell'inquadratura, fino ad arrivare a lei, Emma Stone, che oltre alla sensuale voce roca e agli splendidi occhi verdi ha dimostrato una brillante verve comica ma soprattutto la capacità di riuscire a sostenere gran parte del peso di Easy A sulle proprie spalle, con un'interpretazione talentuosa e divertente.

Nessun commento:

Posta un commento