lunedì 7 marzo 2011

KICKED IN THE TEETH

I SPIT ON YOUR GRAVE: UNRATED di Steven R. Monroe, 2010

Se c'è un sottogenere dell'horror davvero controverso è il rape & revenge. Mettere in scena uno stupro a fini d'intrattenimento, come accade in questo tipo di film, non è certo una mossa ineccepibile sotto il profilo etico e le accuse di misoginia, molto spesso a ragione, da sempre fioriscono all'uscita di ogni nuova pellicola. Non si può negare che film come questo pongano allo spettatore (a meno che non sia totalmente cerebroleso e nemmeno dotato della sensibilità di default che tocca ad ogni essere umano) domande sul perchè si stia vedendo qualcosa di simile o su quanto sia lecito speculare su situazioni come queste. Certamente non è roba adatta a tutti gli stomaci ed è naturale (molto spesso è proprio voluto in partenza) che sollevino un vespaio. Dal canto mio, da grande appassionato di horror, non ho grossi problemi di fronte a materiale di questo tipo, se un film mi da fastidio, smetto di guardarlo (cosa che in effetti non è mai capitata). I Spit on Your Grave è il remake di uno dei "classici" del genere, Day of the Woman (successivamente intitolato proprio I Spit on Your Grave e arrivato in italia con il consueto titolo inutile, Non violentate Jennifer) film che nonostante non sia certo un capolavoro (tutt'altro) è assurto allo status di vera e propria pietra miliare, avendo probabilmente l'unico pregio, sempre venga considerato tale, nell'aver voluto spostare la tacca del cinematograficamente e moralmente filmabile un po' più in là, sebbene per puri fini commerciali e di exploitation. Pur mantenendo la trama inalterata,  una giovane scrittrice di città che si reca in un isolato cottage di campagna per scrivere il secondo libro e viene stuprata da un gruppo di redneck, tra i quali anche un ritardato mentale, per poi vendicarsi trucidandoli; a differenza del predecessore, dove tutto era posto in maniera sì disturbante, ma al limite della pornografia, in un sottile gioco tra ammiccamento e condanna, Monroe prende decisamente un'altra strada. Nonostante quindi le strizzate d'occhio al pubblico maschile (a partire dalla locandina, sebbene sia un aggiornamento dell'originale), mostrando la protagonista discinta in più di un occasione, quando inizia lo stupro, senza mezzi termini, l'atmosfera si fa pesantissima e disturbante, gli abusi e le prevaricazioni subiti da Jennifer (una Sarah Butler non certo stellare ma comunque in grado di sostenere il peso del film sulle proprie spalle) sono insostenibili e colpiscono davvero duro. Dopo la lunga scena di stupro, con una cesura netta, senza perder tempo con la psicologia spiccia, la pellicola vira nel tortutre porn più brutale. E con brutale intendo che quella mezza sega di Jigsaw certi omicidi nemmeno se li sogna. Senza indagare sui danni subiti dalla ragazza a causa della violenza, direzione che avrebbe richiesto tutt'altro tono e tutt'altra mano e che avrebbe rischiato di portare il film ad impantanarsi nella ruffianeria e nel moralismo più beceri, l'implacabile vendetta di Jennifer, quasi fosse una delle Erinni, si dipana furiosamente per tutta la seconda parte del film con violenza e spietatezza inaudita, regalando vere e proprie perle che fanno la gioia di qualsiasi appassionato di horror. I Spit on Your Grave è tutto quello che ci si dovrebbe aspettare da un remake, ovvero attualizzare e correggere le storture, ciò che non andava della pellicola d'origine, cosa che il film di Monroe fa in maniera consapevole e con intelligenza, smarcandosi dai territori del moralismo d'accatto e intrattenendo alla grande con grosse dosi di violenza e sangue.  

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