mercoledì 2 marzo 2011

NO TROLLS WERE HARMED DURING THE MAKING OF THIS MOVIE

THE TROLL HUNTER (Trolljegeren) di André Øvredal, 2010

Nonostante l'espediente narrativo del "materiale ritrovato", ormai fin troppo masticato e sputato dal cinema horror in ogni declinazione possibile, questa seconda prova di André Øvredal, probabilmente grazie ad un'ambientazione e ad una storia, per noi non nordeuropei, decisamente originali e nuove, è stata senza dubbio una bella sorpresa. The Troll Hunter racconta di tre studenti, Thomas, Kalle e Johanna che viaggiando per la Norvegia sulle tracce di un cacciatore abusivo di orsi, girando un documentario commissionato dalla propria università, s'imbattono in una incredibile storia fatta di mostri mitologici e cospirazioni governative. Già, perchè quello che stanno seguendo non è un semplice cacciatore di frodo ma il cacciatore di troll del titolo, che, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, non è un superuomo tutto muscoli, come probabilmente sarebbe stato in un film prodotto a Hollywood, ma un uomo stanco e privo d'entusiasmo, un semplice ex militare che fa il proprio lavoro con la carica di un impiegato che timbra tutti i giorni il cartellino per andare in ufficio. Per un norvegese, probabilmente, sentir parlare di troll, delle loro caratteristiche e dei loro costumi non è nulla di nuovo, per quel che mi riguarda invece è proprio la caratteristica vincente della pellicola, quel qualcosa in più in grado di garantire all'opera di Øvredal una prospettiva nuova, risultando fondamentale nel far si che si smarchi completamente dalle pellicole che l'hanno preceduta e differenziandola dalla miriade di found footage horror sfornati ogni anno a partire dal 1999, anno d'uscita del film capostipite del genere, The Blair Witch Project. Grazie quindi ad un'ottima interpretazione da parte di tutto il cast, capitanato da Otto Jespersen ma soprattuto grazie ai mostri, che contribuiscono non poco ad infondere personalità al film; i troll sono stupidi, irosi e violenti ma soprattutto grossi, molto grossi e decisamente ben realizzati, The Troll Hunter si è rivelata una pellicola con parecchio d'interessante da dire, una piccola perla in un panorama di genere non sempre esaltante.

Ps: con l'utilizzo di questo pezzo sui titoli di coda poi, tratto da uno degli album che più ho ascoltato l'anno scorso, Øvredal ha guadagnato ai miei occhi imperitura stima. I norvegesi hanno proprio una marcia in più.

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