lunedì 18 aprile 2011

THANKS GOD FOR JASON STATHAM

THE MECHANIC di Simon West, 2011

"Pulling a trigger is easy. The best jobs are the ones nobody ever knows you were there." 

The Mechanic, remake dell'omonimo film del '72 con protagonista  quella grandissima cartola di Charles Bronson (non certo un classico ma decisamente migliore di questo rifacimento), sarebbe un film decisamente mediocre, pieno di scene d'azione decisamente approssimative e affrettate, con una sceneggiatura bucherellata quanto un Gruviera e faccenda più grave di tutte, è una pellicola infestata dalla peggior cosa capitata al cinema dai tempi del Maccartismo, una delle più grosse piaghe moderne, il sangue in CGI, roba che davvero non si può guardare tanto fa schifo. Ho detto sarebbe non a caso però, perchè basta la presenza di Jason Statham a togliere le castagne dal fuoco a quel cagnaccio di Simon West (lo so che a Con Air ci siamo tutti affezionati, Nicolas Cage con quel bulbo matto ci è per sempre entrato nel cuore ma porca puttana l'avete visto Tomb Raider? Ecco) salvando la situazione e riuscendo a mettere una pezza su un film altrimenti irrecuperabile. Non ho ben capito quando il buon vecchio Jason è diventato l'icona action che è ora, dev'esser più o meno successo in zona Transporter o giù di lì, per venir poi definitivamente battezzato dal meraviglioso passaggio di consegne ideale avvenuto tra lui e Stallone in The Expendables. Negli ultimi dieci anni  l'attore inglese ha saputo costruirsi una carriera (tra alti e bassi, la scelta dei copioni non sempre è il suo forte, ma in ogni caso, essendo uno che si portava a letto lei, di sicuro ha ragione lui) bella solida che l'ha ormai portato ad essere identificato con il genere stesso. Jason non è un attore particolarmente talentuoso o capace, è l'uomo giusto al posto giusto, un uomo dotato di indubitabile carisma e non credo si possa meglio definire la sua attitudine se non dicendo che ha il physique du rôle, tutti meriti che, come in questo caso, tendono a catturare l'attenzione dello spettatore facendogli chiudere un occhio su dialoghi demenziali e sequenze raffazzonate. A West va il plauso per esser riuscito a mantenere bello alto il ritmo della caciara, cosa che, unita ad una discreta dose di violenza (spruzzata di moralismo d'accatto, tutti i bersagli sono "cattivi" a grana bella grossa) e all'ottima alchimia tra Statham e Ben Foster, riescono a salvare The Mechanic dall'essere un direct to video da cestone delle offerte dell'Euronics, rendendolo un filmetto sgarbato e divertente ottimo per passare una serata senza troppe pretese.

UN BUON NON COMPLEANNO A ME!

"As if every thought that tumbles through your head is so clever it would be a crime for it not to be shared. The internet’s not written in pencil, Lenny, it’s written in ink"

Sei mesi di Dissolvenza in nero. Sei mesi sono un lasso di tempo relativamente breve ma allo stesso tempo è abbastanza per tirare un po' le somme. Devo ammettere che ad essere sincero, il primo a stupirsi della relativa longevità di questo blog sono io. Chi mi conosce sa bene quanto sia volubile e poco affidabile, ero pronto a scommettere che nel giro di un paio di mesi avrei mollato il colpo. Invece la voglia di scrivere le mie quattro fesserie non m'è ancora passata (lo so, suona come una minaccia), sebbene il tempo che ho a disposizione sia sempre troppo poco e per rosicchiarmene un po' debba spesso fare i numeri. Nonostante ancora non giri su una Limo in compagnia di modelle cocainomani di Victoria's Secret, dell'andamento del blog non posso proprio lamentarmi, anzi, e ovviamente il merito è di tutti voi che siete passati di qui e avete dedicato anche solo un paio di minuti a leggermi in questi mesi, grazie. 

domenica 17 aprile 2011

WEEK END TRAILER EXTRAVAGANZA #20

THE PERFECT HOST di Nick Tomway, 2011

Così a naso questo sembra un filmettino promettente. Il trailer inizia come la solita storia di home invasion da parte del solito criminale farabutto, poi c'è il solito twist con il padrone di casa che si rivela essere più farabutto del criminale farabutto, poi tutto impazzisce totalmente e prende una piega quasi surreale che mi garba parecchio. Non si riesce bene a inquadrare dove voglia andare a parare la faccenda ma sono abbastanza incuriosito per aver voglia di scoprirlo.




Dermot a te ti si vuole veramente un gran bene e sono contentissimo tu sia passato dietro la macchina da presa, bella Dermot dammi il cinque che sono anni che ti fai il mazzo e finalmente è arrivata l'ora di prenderti le tue soddisfazioni! Peccato il trailer di questa tua prima prima prova sia abbastanza scarichino. Certo c'è Mandy Moore che è pucciosissima, mamma mia che carina che è quando non canta quelle sue canzoni merdose ma per il resto boh. Probabilmente è colpa mia eh, io 'ste menate matrimoniali le digerisco proprio male e poi 'sto Kellan Luz cazz'è? Klingon? Ma coraggio Dermot, non buttarti giù, vedrai che la prossima volta andrà meglio. Dai. Dai. Dai.



Di Singleton mi pare d'aver visto solo il film d'esordio Boyz 'n the Hood, tipo millemila anni fa quand'ero un imberbe giovane di belle speranze, una storia ghetto di regaz che cercano di portarsela a casa nonostante le gang e altre faccende pese, poi non me lo son mai più cagato manco di striscio, chi lo sa perchè. Mi pare d'aver guardicchiato Shaft ma non me lo ricordo minimamente, cosa che in ogni caso non deporrebbe a favore del film. Quest'inutile e prolissa introduzione per dire che francamAnte del suo nuovo film me ne frega poco, senza contare che come protagonista c'è quel pezzo di legno di Taylor Lautner, uno che in un ruolo action è credibile quanto mio nonno morto. Poco importa se il resto del cast è pure bello carico, assieme a Alfred Molina, Sigourney Weaver, Maria Bello e Jason Isaacs c'è pure Denzel Whitaker, l'attore creato in laboratorio da Hollywood per fondere insieme le doti di Denzel Washington e Forrest Whitaker, giuro.




Ecco, niente di meglio di un film dove dei gorilla ci prendono a calci in culo, spero in maniera sanguinosa e dolorosissima come meritiamo, tutto per colpa del buon vecchio Jimbo. A parte la frase "we call it... The Cure", pronunciata da Jimbo himself, frase che un po' mi fa alzare il sopracciglio e che gli direi ma bafanculo Jimbo, non sembra nemmeno malaccio. Se non altro pare meglio di quella monnezza di Burton, non che la cosa faccia proprio testo, anche filmare scimmie che si tirano addosso a vicenda le proprie feci lo sarebbe stato, se poi ci mettete quel fiore di Freida Pinto e il grande ritorno di Andy Serkis nel ruolo delle scimmie, che ormai se non è coperto di pelo manco lo riconosco, il gioco è fatto!




Un film australiano dove Emily Browning, ripeto EMILY BROWNING, è una studentessa universitaria che comincia a lavorare in un club loschissimo e birichino dove deve impersonare la bella addormentata, un'esperienza un po' porca che prevede la sua totale sottomisione da parte di vecchi bavosi arrazzati come furetti. Beh, dove devo firmare per vederlo, tipo ADESSO? 




Un angelo (Megan Fox ti odio), soggiogato da un gangster senza scrupoli (Bill Murray, sigh), viene salvato da un trombettista male in arnese (Mickey Rourke, eh?), questa dovrebbe essere la trama. Ma che davèro? A parte avermi dato l'occasione di scrivere "male in arnese", occasione che aspettavo da una vita, questo Passion Play mi pare proprio una merdata senza senso e senza speranza. Spiace un bel po' per Murray e Rourke, quella stronza menosa della Fox, invece, se lo merita.




Trailer della nuova commedia di Will Ferrell, che, senza contare il fatto lui reciti in spagnolo, già una vittoria totale in termini di LULZ, sembra proprio una genialata. Poi ci sono anche Diego Luna e Gabriel Garcìa Bernal di nuovo insieme, sono quasi commosso.



BONUS:

Teaser di The Woman in Black, nuovo film di Watkins, il regaz di Eden Lake, che a parecchi ha fatto schifissimo ma a me invece è piaciuto, boh, sarà stata quella patatona inglesona di Kelly Reilly, che ne so, nonchè sceneggiatore del dignitosissimo sequel di uno dei miei horror prefe evah, The Descent: Part 2. Qua a parte le atmosfere gotiche che ci piacciono tanto e quella faccia da fesso di Harry Potter si vede poco altro ma a Watkins e a Harry gli si vuole un gran bene quindi si fa il tifo per loro.



Ennesimo trailer per Priest, film sul quale ho già scritto più di quanto avrei dovuto, in buona sostanza mi son già rotto le palle ancora prima di (non) averlo visto. Ma basta.


Ennesimo trailer per Cowboys & Aliens, film sul quale ho già scritto più di quanto avrei dovuto, in buona sostanza mi son già rotto le palle ancora prima di (non) averlo visto. Ma basta. (SPOILER: l'unica cosa che desta minimamente il mio interesse succede al minuto 2.11, tutto il resto è noia)



Succosa featurette per The Hobbit (e non cominciate a rompermi le palle con il vostro blah blah sì però Il Signore degli Anelli blah bla blah perchè tanto non v'ascolto) dove Peter Jackson va come di consueto in giro per i set a rompere le palle a tutti ficcando il naso ovunque. Bella Peter, ti vogliamo così.



Avete presente il bellissimo corto Mortal Kombat Rebirth? Quello che un annetto fa ci fece cascare a terra la mandibola? Beh in caso fosse stati in una camera iperbarica negli ultimi mesi, Warner Bros, in concomitanza con l'imminente uscita del nuovo MK, ha deciso di sparare nell'internet una web series composta da dieci episodi a cadenza settimanale, Mortal Kombat Legacy. Questo è il primo episodio e anche se le pizze in faccia sono abbastanza limitate, direi che Kevin Tancharoen, il deus ex machina dietro tutta la faccenda, ha decisamente del mestiere.

domenica 10 aprile 2011

WEEK END TRAILER EXTRAVAGANZA #19

MELANCHOLIA di Lars Von Trier, 2011

Trailer del nuovo film di Von Trier, personaggio al quale da 'ste parti si vuole parecchio bene, uno di quei trailer dove ce se capisce e non ce se capisce, io personalmente n' c'ho capito un cazzo, però pare interessante. Certo il cast capitanato da Kirsten Dunst, che è tanto bellina quanto cagna, sembra all'insegna della randomness più totale ma vabbè, chissene, i film di Von Trier li si va a verdere a prescindere.



CRAZY, STUPID, LOVE. di Glenn Ficarra e John Requa, 2011

Chiuso il lungo sodalizio con Picone (questa è pessima ma praticamente s'è scritta da sola), Ficarra e il suo nuovo socio Requa dirigono il secondo lungometraggio dopo I love you Philip Morris, presente? Quello che da noi hanno sapientemente intitolato Colpo di fulmine: il mago della truffa (MACCOSA), dove presumo la truffa del titolo fosse quella perpetrata dai distributori italiani ai danni del pubblico pagante, visto il vergognoso tentativo di spacciare il film per la solita commedia con Jim Carrey che fa le faccette e casca per terra, glissando alla grande sulla storia homo con Ewan McGragor al centro del film. Cosa centra tutta 'sta manfrina con Crazy, stupid, love? Un bel cazzo di niente ma ancora mi rode e ho il dente avvelenatissimo. Questa nuova pellicola, se anche da quel che si può intuire non ha la più originale delle trame, ha un cast venuto giù direttamente dalla luna, roba che proprio vai a colpo sicuro con un filo di gas e se sbagli vuol dire che il cinema non è proprio il tuo mestiere. Già Steve Carrell che si butta dalla macchina, sarà che sono totalmente ritardato, mi fa riderissimo, come se non bastasse c'è pure Emma del mio cuore che lei proprio la seguirei anche all'inferno. Ficarra e Requa, se questo non lo portate a casa siete dei poveri.




Guarda Charles, non me ne volere, ne Gli Intoccabili eri una bomba ma questa è merda che non tocco nemmeno con un bastone pungolato lungo cinque metri.




Fantastica l'idea di girare, a distanza di cento anni, il sequel di un film che mi son ben guardato dal vedere ma che con il suo 33% al Pomodorometro sembra davvero esser stato una bella bomba! E poi questo trailer è talmente bello che mi s'è gelato il sangue dall'imbarazzo, fighissimo, non vedo l'ora esca per non andare al cinema a vederlo!




Emmerich è uno di quei registi che sarei bel lieto di vedere tutto sporco in da la fazza e puzzolente di piscio a chiedere monetine davanti a un supermercato. Giusto per farvi capire quanto mi può interessare questo suo nuovo film blah blah blah su Shakespeare che in realtà in vita sua non ha mai scritto un tubo ma ci ha presi tutti quanti per il culo blah blah. E Roland, è inutile che cerchi d'intenerirmi usando Everything in it's right place dei Radiohead, tanto mi stai sui coglioni uguale. Tra l'altro ci sta pure di merda. Tiè.




Lo so cosa state pensando, una storia di fratelli che si menano, lo spettro della dipendenza da sostanze, conflitti familiari, roba che insomma, non è che mancasse da troppo sui nostri schermi. In effetti mica posso darvi torto, fatto sta che a me tutta 'sta faccenda prende bene. Prima di tutto perchè i due fratelli sono Tom Hardy, quello di Bronson, film che se non l'avete visto fossi in voi correrei a quattro zampe a recuperare, e Inception, che se non l'avete visto non so proprio cosa cazzo abbiate che non va, e Joel Edgerton, uno dei miei australiani preferiti, che con quella bomba di Animal Kingdom e con quella perla di The Square (diretto da suo fratello, altro regaz dei migliori) è entrato nel mio cuore forevah, poi perchè c'è Jennifer Morrison chettelodicoaffare e poi perchè a rappresentare la dipendenza da sostanze c'è quella cartola di Nick Nolte alcolizzato e siccome non faceva un film decente da troppo, bella lì Nick, vieni qui e fatti abbracciare. Qua tutto ruota attorno ad un torneo di MMA, quella roba da malati di mente dove si menano alla vigliacca, botte all'orba, robe che una volta uno è stato cinque minuti buoni a prendere pugni in faccia ininterrottamente, con il sangue che schizzava dappertutto. Pesissimo. Provate ad immaginare di prendere pugni in faccia per cinque minuti, poi mi dite. Ero shockato. Spero in questo film non ci sia una scena con uno che prende pugni in faccia per cinque minuti perchè poi mi scende la catena. Per il resto son carico.



BONUS:

Questo è il trailer di Fight for your rights Revisited, dal nuovo album dei Beastie Boys, roba che non so come ha fatto l'internet a non essere ancora esploso in un tripudio di awesomeness.




Trailer internazionale in giapponese con parecchio materiale indito, vale tutto quello che avevo già scritto e anche di più! 

mercoledì 6 aprile 2011

APRI TUTTO!

BORIS - IL FILM di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo, 2011

Per chi è anche solo minimamente a conoscenza di come funzionano le dinamiche produttive del cinema di casa nostra, il film di Ciarrapico, Torre e Verduscolo, assume i tratti del dramma più nero, se non di una vera e propria tragedia. Certo, Boris - Il Film fa ammazzare dalle risate, roba da lacrime agli occhi, e lo fa in maniera davvero intelligente come in Italia non capitava davvero da parecchio, ma davanti a sequenze come quella in cui Diego Lopez (un sempre grandissimo Antonio Catania) snocciola le cifre di come viene suddiviso il budget tra televisione e cinema da parte del network, il sorriso non può che spegnersi inesorabilmente. Questo perchè il più grosso risultato del film è quello di riuscire a celare sotto un divertentissimo velo di commedia una graffiante critica all'industria dello spettacolo del nostro paese, processo iniziato in maniera folgorante con le splendide tre stagioni televisive e che chiude il cerchio deflagrando metacinematograficamente in sala. Il grosso rischio nel quale si sarebbe potuti incorrere, descritto in maniera più che eloquente nel testo della canzone degli Elio e le storie tese che accompagna i titoli di coda, "quando un telefilm di culto approda al grande schermo solitamente è una ciofeca tipo Sesso and the city 2", è stato ampiamente scongiurato dall'ottimo lavoro di scrittura dei tre autori e dalla sorprendente capacità dimostrata nel sapersi affrancare dal linguaggio televisivo, irrimediabilmente distante da quello cinematografico (cosa che molti dei registi nostrani pare non abbiano ancora capito), pur riuscendo a non snaturare ma anzi, mantenendo pressochè intatto, il fascino della serie. Oltre a riproporre l'intero cast, mettendo al centro della vicenda le frustrazioni artistiche e l'amara disillusione del regista Renè Ferretti, un Francesco Pannofino davvero in stato di grazia, con più d'una chicca a strizzar l'occhio a quei fedelissimi che hanno divorato le tre stagioni, è rimasta inalterata la carica satirica che ne contraddistingueva il ritratto, divertente e desolante, della televisione italiana. Se con la serie televisiva venivano messe alla berlina le modalità produttive della nostra pessima televisione, dalle immancabili raccomandazioni alle scelte tematicamente e qualitativamente discutibili a cui le terribili fiction che infestano i palinsesti ci hanno nostro malgrado abituato, Boris - Il film, spara a zero senza nessuna pietà sulle cialtronaggini del nostro cinema, da direttori della fotografia e scenografi che si danno arie da grandi artisti ma a cui interessano solo i soldi, alla figura (e qui la stoccata è palese) della miglior attrice italiana, ai produttori pronti a chiudere gli occhi sulla qualità pur di sbancare al botteghino, fotografando con occhio lucidamente implacabile e con caustica ironia non soltanto l'industria dell'intrattenimento ma noi stessi e il Paese, come la migliore tradizione della commedia italiana ha insegnato, quella commedia intelligente e pungente che da troppo tempo latitava il buio delle sale. Dai! Dai! Dai!

domenica 3 aprile 2011

WEEK END TRAILER EXTRAVAGANZA #18

MIDNIGHT IN PARIS di Woody Allen, 2011

Ok, ok, You will meet a tall dark stranger (Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni 'sti gran cazzi, vi dovete ammazzare) era un bel po' brutto, ma anche se la produzione di Woody da un po' di tempo a questa parte è stata parecchio altalenante, appena abbassi la guardia se ne salta fuori con bombe atomiche come Whatever Works che se penso alla scena con Larry David che si butta dalla finestra rido ancora adesso. Che poi oh, ha anche una certa età eh, vorrei vedere voi ad azzeccare tutti i film a 75 anni suonati, checcazzo, e non stategli addosso! Tutto questo per dire che io in 'sto Midnight in Paris ho fiducia e andare in sala a vedere un film di quel simpa di Woody è sempre un piacere. E poi ci sono Marion Cotillard e Rachel McAdams, che se quando ho visto My Name is Tanino m'avessero detto sarebbe diventata la diva che è, probabilmente non c'avrei creduto. Eh, 'ste canadesi.  



Purtroppo questo non è, come speravo, un documentario su quella band di matti chitarromani ex Cap'n Jazz nata da una costola dei Joan of Arc (machevvelodicoaffà che tanto non avete la minima idea di cosa stia dicendo, poveri voi), bensì un documentario su dei teenager che tentano di vincere il titolo di miglior giovane mago. Proprio così, giovani casi umani che invece di limonare durissimo alla prima occasione come ogni buon adolescente che si rispetti, si sbattono un bel po' per imparare mille trick con le carte e che invece di stare a pensare per giorni a cosa dire al farmacista quando sei lì alla cassa coi preservativi tra le mani sudaticcie s'allenano a prestidigitare a più non posso. Messa così pare una merda, ma dato che io da ragazzino invece di limonare duro mi mettevo (letteralmente), come il peggiore dei manigoldi, a rubare le carte di Magic ai bambinetti,  fregandoli nei modi più turpi e subdoli (abbiate pietà, il collezionismo è una brutta malattia, ancora adesso, la notte, mi capita di sognare i volti di quei poveri bambini e di svegliarmi urlando zuppo di sudore), questa faccenda dei disagiati che s'ingassano con le magie l'apprezzo, c'è tutto quell'alone da percorso di formazione e di crescita che sento mi sta già inumidendo gli occhi. 


Se devo essere sincero questa corsa al finto trash e alla riproposizione dell'exploitation dei meravigliosi 70's comincia un po' a rompermi le palle, detto questo però, per ogni Bitch Slap (che mi accorgo ora essere uscito pure da noialtri poveretti con l'intelligentissimo titolo Bitch Slap - Le superdotate MACCOSA) e Nude nuns with big guns di 'sta ceppa che saltan fuori, ogni tanto c'è qualcuno che pare averla imbroccata, qualcuno tipo Jason Eisner. Intanto già il titolo vince da solo, se poi ci mettiamo Rutger Hauer che dice roba tipo: "Put the knife away kid, or I'll use it to cut welfare checks from your rotten skin" il tutto condito da sangue a secchiate e, come si legge in giro, situazioni sessualmente sgarbate e scorrettezza a mani basse, direi che il buon Jason s'è guadagnato tutta la mia attenzione.



Se c'è un attore scarico è Antonio Banderas. Lo so che ha fatto Desperado e Four Rooms, eh, figurarsi se non lo so, però è anche uno che non azzecca un fottuto film dal 1995, anno, ma guarda un po', nel quale ha girato entrambe. Vedere lui come protagonista quindi mi fa scendere un bel po' la catena, non foss'altro che nel trailer, ad alzare un po' il tiro, a una certa salta fuori gente tipo quella gran cartola di William Fichtner, quel baffone di Sam Elliott con dei capelli davvero mattissimi, Snoop Dog con dei capelli ancora più matti, quel genio di James Van Der Beek e quella gran bella figliola di Autumn (ma che bel nome è) Reeser che viene bombata prepotentenmente. Per il resto questo The Big Bang pare un'impepata di cozze all'insegna della randomness più totale (tra l'altro la descrizione del video messa su dai regaz di hitfix quanto fa ridere: Antonio Banderas investigates some weirdness) che non si capisce dove voglia andare a parare e se devo essere sincero, non è che abbia tutta 'sta gran voglia di scoprirlo.



Solitamente non sono uno che rompe le palle sull'aderenza o meno di un adattamento all'originale ma il fatto che il film sia tratto da una storia breve di Raymond Carver, uno dei miei scrittori prefe, m'ha un po' preso male. Non sarò certo io comunque a fare l'Alan Moore della situa mettendomi a dire cosa è o non è filmabile. E' anche vero che le opere di Carver sono talmente minimali che non è che mi paiano proprio filmabilissime, mica è un caso se la maggior parte delle trasposizioni sono dei corti o, come in America Oggi, si è scelta la strada del film antologico. Detto questo, il trailer non sembra malaccio, c'è un Will Ferrell ben lontano dalle belinate per cui gli si vuol bene e che l'han reso famoso e una Rebecca Hall mai così bella. Sembra proprio la tipica dramedy indipendente americana, ci sono i titoli colorati, le situazioni divertenti, quelle più amare e c'è il bambinetto ciccione disagiato, tutto molto tipico. Dan, se mi deturpi Carver giuro che ti strappo il cuore e me lo mangio. Senza rancore eh.



Probabile che sia io ad avere un bastone nel culo ma questo trailer non m'ha fatto ridere manco per il cazzo, non mi ha fatto spostare gli angoli della bocca di un grado. Nemmeno il Señor Chang, cosa già di per sè gravissima. Poi boh, il primo film ce l'ho sepolto sotto una valanga di file e nonostante tutti si siano sperticati nel lodarlo, la voglia di vedermelo ancora non è arrivata. Magari lo recupero così mi gaso e mi sale la fotta per il seguito, perchè se devo aspettare me la faccia venire questo trailer, faccio in tempo a morire. Sì, mi sa proprio che ho un bastone nel culo.



Leggendo i commenti sul tubo i fan sembrano impazziti, ci vuol davvero poco per comprarsi una manica di fanboy rincoglioniti totali, basta fargli vedere un manipolo di stronzi alieni in calzamaglia verde e son già tutti lì che sbavano. A me invece, dato che Green Lantern non me lo son mai cagato nemmeno di striscio e sono quindi totalmente impermeabile "all'epica" che i fan spergiurano ci sia dentro tutta questa manfrina, è subito saltata all'occhio la CGI che è veramente urenda, roba plasticosissima che proprio non si può guardare. Era già una pecorecciata nel primo merdosissimo trailer ma ci siamo un po' tutti detto che probabilmente erano effetti in fase di test e che ora dell'uscita del film avrebbero sistemato le cose. Beh, ora siamo ad aprile e il film esce a luglio, quella porcata di scena con Reynolds in costume con la mascherina CHE ROBA E'? Cioè volete dirmi che 'sta zozzata è costata 150.000.000 di dolla? Ma che cazzo, quella mmmerda di Spy Kids era fatto meglio! Qua c'è qualcuno che ha fatto la cresta ed è scappato col malloppo, come minimo. Poi beh, ci tenevo a sottolineare che Ryan Reynolds è stato sfanculato da Scarlet Johansson BWAHAHAHAHAHAHAHAHA PRENDI E PORTA A CASA RYAN HAHAHAHAHAHAHAHA ok basta.
 

BONUS:

Due belle featurette di Fast & Furious 5, roba da leccarsi i gomiti, vedere tutto 'sto bendiddio di stunts alla vecchia maniera mi ha cartonato la mutanda.