giovedì 23 giugno 2011

ORRORE AL POPOLO

THE TUNNEL di Carlo Ledesma, 2011

The Tunnel ha avuto un percorso produttivo decisamente particolare e fuori dagli schemi. L'australiano Distracted Media, il team creativo dietro al film, ha deciso di finanziare il progetto con un'azione di crowfunding via web, The 135k Project, attraverso il quale la pellicola è stata venduta frame per frame, assicurando al compratore (qui la lista, con accanto il numero di frame acquistati) anche una percentuale sul potenziale ricavato proporzionale al contributo inviato, ed i primi mille finanziatori sono persino finiti nella bellissima locandina del film, con i loro nomi a disegnare il volto trasfigurato dal terrore della protagonista della vicenda. Inizialmente The Tunnel sarebbe dovuto essere diffuso liberamente in rete via torrent ma il tam tam della rete è stato così fragoroso da giungere alle orecchie di Paramount che in concomitanza della release via web ha firmato per distribuire il film in una serie di selezionate sale australiane. Ma non è questa l'unica peculiarità di The Tunnel perchè, sebbene sfrutti l'ormai abusato espediente del found footage, cerca il più possibile di discostarsi dai binari tracciati dai propri predecessori, usando ad esempio l'espediente del mockumentary. Il film è quindi strutturato come fosse un documentario, ad intervallare le riprese effettuate dai protagonisti ci sono interviste, immagini prese da telecamere di sicurezza e materiale di repertorio, tutti accorgimenti che se da un lato danno credibilità e fluidità alla vicenda, dall'altro tolgono inevitabilmente qualcosa in termini di suspance (il fatto che due su quattro dei protagonisti appaiano nelle interviste lascia pochi dubbi su chi riuscirà ad arrivare indenne alla fine della pellicola). Il film di Ledesma non è scevro da difetti, primo tra tutti quello di non esser riusciti a sfruttare a pieno le potenzialità della storia, un gruppo di giornalisti che esplora i tunnel sotterranei di Sidney in cerca di chi ha deciso di vivere ai margini della società, dopo che l'amministazione ha deciso, per sopperire a carenze idriche, di inondare i cunicoli, si prestava particolarmente ad interessanti spunti critici, lasciati però qui sterilmente a morire. Personalmente poi, non sono un fanatico delle spiegazioni forzate, preferisco di gran lunga quando un film lascia aperte delle porte che spetta poi all'immaginazione dello spettatore tentare di chiudere con le proprie interpretazioni, in The Tunnel però, la mancanza totale di un seppur minima ragione a quanto sta succedendo lascia un po' di amaro in bocca. Alla svolta paranormale, gestita sì con grande maestria, tenendo conto del budget ristrettissimo e della poca esperienza del regista, avrebbe giovato uno sviluppo più chiaro o quantomeno venisse presa una strada precisa e definita. Nonostante queste mancanze, la pellicola ha il pregio di riuscire a fornire la giusta dose di ansia e claustrofobia, soprattutto nell'adrenalinica ultima mezz'ora, quando le carte vengono scoperte e Ledesma pigia sull'acceleratore regalando più di un brivido, anche grazie ad un ottimo lavoro sia degli attori che dei tecnici, tutti abili nel confezionare un prodotto professionale e validissimo sotto il profilo visivo, qualità che, assieme alla lungimiranza e all'audacia produttiva, non possono che far ben volere questo piccolo film australiano.

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