mercoledì 13 luglio 2011

PRIMI DELLA CLASSE

X-MEN:L'INIZIO (X-Men First Class) di Matthew Waugh, 2011

Gli X-Men ho avuto la fortuna di cominciare a seguirli nell'epoca d'oro del favoloso sodalizio tra Chris Claremont e Jim Lee, fu subito amore e per lungo tempo sono stati uno dei miei fumetti preferiti, di quelli che aspetti la data di uscita smaniando come un bambino. Non nego quindi che quando vidi i primi due capitoli cinematografici, quelli diretti a Bryan Singer, toccai punte di esaltazione quasi imbarazzanti, credo inoltre di essere uno dei pochi ad avere apprezzato persino il tanto vituperato X-Men: The Last Stand, episodio sì imperfetto e probabilmente troppo confusionario ma con dei gran bei momenti (il twist della morte di Ciclope o la splendida sequenza di quella di Xavier tra tutti) per poi invece gettare la spugna con quello che sulla carta sarebbe dovuto essere un progetto monolitico, lo stand alone sulle origini del più amato tra i mutanti, X-Men Origins: Wolverine. Pellicola amaramente orribile, di bruttezza e noia insostenibili, occasione magistralmente sprecata viste le enormi potenzialità che un progetto di questo tipo portava in sè, quella sullo scorbutico mutante canadese è stata la pietra tombale sul mondo mutante cinematografico. Dopo questa clamorosa debacle infatti, che nei progetti di Twentieth Century Fox e Marvel Enterprises avrebbe dovuto invece dare il via ad un nuovo franchise sulle origini dei mutanti più amati (già si pensava ad un secondo capitolo con protagonista Magneto), l'universo degli X-Men venne congelato e accantonato. Almeno finchè nella stanza dei bottoni non si sono accorti che i film di supereroi, ormai quasi un vero e proprio genere a sè stante, al botteghino rastrellano carriole di verdoni, decidendo così per un reboot della serie, richiamando Singer al timone della produzione e affidando il progetto a Matthew Waugh, giovane regista che con il tellurico Kick-Ass gli uomini in calzamaglia ha dimostrato di saperli maneggiare decisamente bene. Ed infatti l'universo mutante torna qui ai fasti degli esordi, produttore e regista riescono ad imprimere una svolta teen alla storia rendendo fresca la risaputa evoluzione della vicenda (reclutamento, addestramento, sfida finale) senza per questo prendere le cose alla leggera e riuscendo a fondere al meglio gli elementi romantico adolescenziali con l'azione adrenalinica, in una sorta di testosteronica commedia a la John Hughes. Waugh dimostra grande maestria nel riuscire a gestire il vulcanico calderone dell'universo X-Men, dando il giusto spazio alla miriade di personaggi che ne fa parte e ai temi forti che lo permeano, trovando il giusto equilibrio tra l'ammiccamento al fandom  e la solidità della storia. Un grosso aiuto lo da la brillante intuizione di fare della pellicola un period piece ambiantato nei primi anni sessanta durante la crisi missilistica di Cuba, scelta che in termini di atmosfera risulta azzeccatissima, così come azzeccato è il cast, nel quale spiccano senza dubbio Kevin Bacon, la bella Jennifer Lawrence e Nicholas Hoult ma la cui punta di diamante è nella coppia James McAvoy, Michael Fassbender.  Il fulcro della vicenda è infatti il complicato rapporto di amicizia (amore) e odio tra Xavier e Magneto, vera e propria bromance, a tratti esasperata fino all'eccesso (come la sequenza della lacrima che sfocia nel ridicolo involontario), anche se, l'anima del progetto sulle origini di Magneto resta in qualche modo immutata, è infatti lui il vero protagonista della pellicola, grazie alla bravura e al carisma  di Fassbender che divora la scena ogni qual volta viene inquadrato. Non tutto però funziona, gli effetti speciali risultano in un paio di casi approssimativi e sgradevoli, ad esempio la pelle di diamante di Emma Frost è resa in maniera decisamente povera, e la stessa January Jones si conferma una cagna senza possibilità di redenzione (ma anche Rose Byrne non scherza), la pellicola poi, pecca a tratti di eccessivo didascalismo ma nel complesso X-Men: First Class è divertente e appassionante, certo, non quanto Kick-Ass, ma tenendo conto dei tempi di lavorazione strettissimi e con bene a mente il tonfo fatto dal film su Wolverine, direi c'è ben poco di cui lamentarsi. 

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