venerdì 23 settembre 2011

ELEMENTARY, MY DEAR WATSON!

COLD WEATHER di Aaron Katz, 2010

Aaron Katz è un nome legato a doppio filo con il mumblecore, movimento del quale è fondatore ed esponente di spicco e che grazie ad soli due film, Dance Party USA (che purtroppo ancora non ho recuperato) e lo splendido Quiet City, sua seconda opera delicata ed emozionante nella propria semplicità, è riuscito ad imporsi nel panorama indipendente con il suo interessante sguardo sulle nuove generazioni. Questa sua terza fatica comincia in maniera abbastanza canonica per il genere, Doug (Cris Lankenau, già protagonista di Quiet City) mollato il college dove studiava medicina legale, torna a Portland, la propria città natale e va a vivere con la sorella maggiore per poi trovare un impiego senza troppe prospettive in una fabbrica del ghiaccio. Sembrerebbe quindi lo spaccato di vita di un twentysomething americano, tra dialoghi minimali e gesti quotidiani, almeno finchè il mistero bussa alla porta dei protagonisti irrompendo improvvisamente nella loro esistenza, imprimendo così un'inaspettata svolta narrativa e innestando un interessante esperimento di rielaborazione di genere da parte di Katz (più o meno affine a quello portato avanti dai fratelli Duplass in campo horror nell'interessante Baghead). Cold Weather svela quindi da qui in poi la propria natura di thriller, un thriller atipico, dove i tòpoi caratteristici del mystery vengono riletti sotto la lente del naturalismo e della quotidianità. Non ci sono agenti dei servizi segreti super addestrati ma soltanto ragazzi normali che si trovano loro malgrado per le mani un mistero da risolvere e che cercano di farlo con le proprie limitate risorse. La forza del film di Katz è proprio tutta qui, nel vedere personaggi interessanti e divertenti nella propria normalità, alle prese con qualcosa più grande di loro. Personaggi ben scritti e ben recitati, un'atmosfera cupa e malinconica resa al meglio dalla fotografia glaciale e da una musica martellante e a tratti inquietante, questi i semplici ingredienti di Cold Weather, piccolo film indipendente che conferma il talento del proprio autore ponendolo sempre più tra i giovani cineasti da tenere d'occhio.


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