lunedì 7 novembre 2011

THE GREATEST AMERICAN SUPERHERO

SUPER di James Gunn, 2010

Solamente chi non conosce Gunn poteva pensare di trovarsi di fronte l'ennesima rilettura in salsa indie fuori tempo massimo del supereroe urbano, sulla scia di film come Defendor Kick-Ass. Certo, nelle mani di qualcun'altro Super avrebbe potuto benissimo prendere una piega del genere, i titoli di testa animati sembrerebbero andare in quella direzione, ma il regista di St. Louis non è il tipico filmaker indipendente coccolato dal Sundance, è completamente folle (si è persino ritagliato un cameo come viscido diavolo nella sit-com cristiana che da il la al trip allucinatorio del protagonista), follia ampiamente coltivata facendosi le ossa alla corte di Lloyd Kaufman, partecipando a svariati progetti targati Troma ricoprendo molteplici mansioni e dirigendo quel divertentissimo piccolo gioiello che è Slithere il risultato, in questo suo nuovo lavoro, si vede. Il film di Gunn è si divertente e ammiccante, ha le  onomatopee animate come nel Batman degli anni '60 che esplodono come colorati pop-up in sovraimpressione, ma invece di baloccarsi con i meccanismi del cinema indipendente e delle fumettose trasposizioni supereroistiche, mette in scena un protagonista sociopatico passivo aggressivo e nichilista, bigotto e insicuro, un grandioso Rainn Wilson, che non riuscendo a far fronte alle difficoltà della vita si reinventa vigilante vendicandosi dei torti subiti sfondando teste a colpi di chiave serratubi, aiutato dalla sempre formidabile Ellen Page, squilibrata commessa di un negozio di fumetti che lo incoraggia. Super flirta con la commedia calcando la mano con disinvoltura in termini di violenza e sangue, creando una strana miscela, a tratti disturbante e corrosiva ma anche amaramente divertente e dissacrante, di certo non per tutti gli stomaci. Gunn se ne frega delle aspettative dello spettatore e cavalca il disagio del proprio disturbato protagonista e della sua schizzatissima spalla in un turbinio grottescamente splatter fino al cupo finale, amarissimo e per nulla consolatorio che colpisce davvero duro. Super certamente non è un capolavoro ma è un film che non ha paura di osare o di prendere direzioni poco battute e senza dubbio l'ennesima conferma del palpitante e graffiante talento del proprio giovane regista.

Ps: in questa recensione mi riferisco alla versione originale, il film l'ho visto una decina di giorni prima dell'uscita nelle sale italiane e francamente pensavo qui da noi non sarebbe nemmeno mai arrivato. In ogni caso, anche solo vedendo la locandina, sulla quale campeggia il fuorviante accostamento a Juno, l'adattamento italiano non l'avrei toccato nemmeno con un bastone.

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