venerdì 27 gennaio 2012

IN THE MOUTH OF MADNESS

KILL LIST di Ben Wheatley, 2011

Il secondo film di Wheatley, dopo il successo di critica Down Terrace (che purtroppo non ho ancora recuperato), parte in maniera sommessa, come un tipico dramma sociale inglese, con una coppia di coniugi della classe media che vive uno stato di tensione permanente causato da una situazione finanziaria non troppo rosea, dovuta principalmete alla riluttanza del marito a tornare al lavoro. Tra furibonde liti di fronte al figlio piccolo e agli amici inermi, e scoppi d'ira incontrollabili, si srotola una vicenda dove nulla è come sembra. Il pregio principale di Kill List è proprio questo, prendere una direzione per poi scartare con violenza - perchè le esplosioni di secca brutalità non mancano e possono talvolta disturbare gli stomaci più deboli - verso nuove prospettive e direzioni sempre più oscure, passando dal drama alla gangster story per arrivare al mystery e all'horror. Wheatly e la sceneggiatrice, sua moglie, Amy Jump, disseminano la pellicola di piccoli indizi che lentamente spingono l'atmosfera del film verso territori misteriosi e disturbanti, Polanskiani (che mi hanno molto ricordato Linkeroever, piccolo ma interessante film belga parecchio affine, per atmosfere e tematiche, all'opera del regista inglese), una sottile coltre d'inquietudine che con il passare dei minuti si trasforma in paura e panico, lasciando i protagonisti e lo spettatore completamente spiazzati, in balia di un turbinio di eventi sanguinosi ed inspiegabili che in una spirale sempre più vorticosa e impazzita sfociano in un finale aperto che lascia totalmente frastornati e a bocca aperta. Kill List pone le proprie basi in un cast solidissimo, capitanato da un Neil Maskell in gran forma, capace di reggere la pellicola, grazie alla sua prova nervosa e venata di rabbia corrosiva, quasi interamente sulle proprie spalle e sulla bravura del giovane regista britannico, talentuoso nel saper giostrare al meglio ritmo e tono, e nell'utilizzo di invenzioni visive di indiscussa efficacia. Questo di Wheatley non è un film facile, è una pellicola che farà sicuramente storcere il naso a molti ma che non sceglie la via facile e scontata, che non cede alla regola dello "spiegone", lasciando parecchie porte aperte e un mare di dubbi, ma che grazie a questo si rivela una pellicola molto più stimolante della media.     

Nessun commento:

Posta un commento