giovedì 2 febbraio 2012

HOME, SWEET HOME

SECUESTRADOS (Kidnapped) di Miguel Ángel Vivas, 2010

Che il secondo lungometraggio di Vivas non sia un film da guardare a cuor leggero per passare una serata spensierata è subito chiaro fin dalla fulminante, claustrofobica, sequenza iniziale. Grazie all'indubbio talento e alla maestria nell'utilizzo della macchina da presa da parte del giovane regista spagnolo, Secuestrados, girato in dodici piani sequenza che rispettano quasi totalmente l'unità di tempo (il film dura 81 minuti e probabilmente è un bene, vista la pesantezza della vicenda narrata e l'esasperato realismo) riesce ad immergere lo spettatore in un'atmosfera di raggelante cupezza, quasi partecipasse in prima persona al terribile incubo domestico vissuto dai protagonisti. La forza del film è proprio tutta qui, nel riuscire a rendere - fin troppo bene - lo stato di ansia e terrore provocato dall' improvvisa e brutale irruzione da parte di malviventi, violenti e senza scrupoli, nella propria abitazione, il luogo che più di tutti ognuno ritiene sicuro e sacro. Un progetto del genere, con una trama che si risolve completamente in questo, una famiglia sequestrata in casa propria da tre malviventi in passamontagna, ha sicuramente dei limiti, il principale dei quali è sicuramente il ruolo macchiettistico dei villain (ruolo però che pensato come minaccia incombente in senso stretto, quasi non avesse forma e volto, nonostante tutto funziona) e la corsa all'accumulo - che tenta di alzare la posta di minuto in minuto, spostando continuamente di una tacca il visivamente rappresentabile, rischiando di arrivare alla saturazione - ma grazie all'ottima gestione del ritmo, dell'atmosfera, della tensione e ad una regia salda che non si risparmia nessun espediente, che sia l'utilizzo virtuosistico dello split screen, della camera a mano o l'ottimo uso del fuori campo, la pellicola non annoia e lascia un segno molto profondo. In un'escalation cruda e brutale che non risparmia colpi bassi e sanguinose efferatezze, Secuestrados è un violento pugno nello stomaco dello spettatore, Vivas, aiutato da un cast davvero in parte, è riuscito ad orchestrare e confezionare una vera e propria "esperienza" che difficilmente lascia indifferenti.

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