venerdì 3 febbraio 2012

IS THERE A GHOST

THE INNKEEPERS di Ti West, 2011

Inutile negare abbia atteso in maniera spasmodica questa nuova pellicola di Ti West, giovane e talentuoso regista salito alla ribalta sotto l'egida di Larry Fessenden, anche qui in veste di produttore con la sua Glass Eye Pix, grazie al meritato successo avuto dal bellissimo The house of the Devil, rilettura degli horror demoniaci dei tardi settanta (qualcuno ha detto Polański?), primi ottanta, fatta con gusto e talento visivo innegabile. West, con questo nuovo lungometraggio, ambientato nel weekend che precede la definitiva chiusura di un vecchio hotel e con protagonista la coppia di ragazzi che si occupa degli ultimi turni di lavoro, prosegue sulla strada segnata dal suo precedente lavoro, mettendo in chiaro che cio che gli preme di più è raccontare una storia, costruire una struttura narrativa solida, non lo spavento da salto sulla sedia, tanto caro a Hollywood quanto fine a se stesso (e che viene preso magistralmente in giro in una delle sequenze iniziali per poi essere ripreso nell'ultima, geniale, scena). Emblematico in questo senso il lavoro fatto sui personaggi, costruendo tutta la prima metà del film quasi come fosse una commedia, caratterizzando i due protagonisti, ma soprattutto Claire, una davvero sorprendente Sarah Paxton - capace di reggere la pellicola quasi completamente sulle proprie gracili spalle - in maniera sfaccettata, dosando la tensione e dilatando i tempi all'inverosimile per poi dare una stoccata quando meno lo si aspetta. Il regista si prende i propri tempi e i propri spazi, dirigendo con mano sicura e sfoggiando una bravura millimetrica e una grazia seducente nell'architettura delle inquadrature e delle sequenze, non lasciando nulla al caso, delegando la costruzione della tensione (che in certi passaggi è davvero parecchia) al perfetto contrappunto tra pause e momenti concitati, ad un uso davvero magistrale del sonoro e della splendide musiche firmate dal fidato Jeff Grace . The Innkeepers è un film come quelli di una volta, magari una storia di fantasmi come se ne sono viste tante al cinema, girata però in maniera intelligente e con piena consapevolezza dei meccanismi di genere, secondo una prospettiva nuova, mettendo definitivamente in luce in grande talento di West, una delle voci e uno sguardo tra i più interessanti del panorama cinematografico indipendente contemporaneo.

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