lunedì 28 maggio 2012

APOCALYPSE NOW

TAKE SHELTER di Jeff Nichols, 2011

La vita di Curtis LaForche, operaio instancabile e padre di famiglia devoto, completamente assorbito assieme alla moglie dalla ricerca di un futuro migliore per la propria figlioletta nata sorda, viene sconvolta da improvvise visioni apocalittiche che squarciano la tranquilla routine quotidiana con violenza inquietante e distruttiva.  Il senso di minaccia incombe sempre più plumbeo e pesante, insinuandosi lentamente come catrame nella vita della famiglia, trascinando l'uomo in una spirale sempre più buia. Nichols, qui alla seconda prova (purtroppo non ho ancora visto il suo primo film, Shotgun Stories), con talento visivo invidiabile, tesse una trama fatta di immagini potentissime, fotografia cupa e musica stridente e angosciante, tutti elementi che creano una pesante atmosfera da catastrofe imminente, gestita con ritmo incalzante, teso e con un crescendo implacabile. A reggere quasi interamente la pellicola sulle proprie spalle c'è Michael Shannon, attore che amo molto e che di certo non ha più bisogno di dimostrare la propria bravura, alla seconda collaborazione con Nichols (e a quanto pare sarà anche nel suo terzo film, Mud, da poco presentato a Cannes) regala una prova d'attore davvero notevole. Con il viso dolente e scavato, Shannon è perfetto nel tratteggiare la psiche di un uomo che cammina sul filo della propria sanità mentale, un uomo tormentato e drammaticamente vittima di una situazione che sfugge al proprio controllo ma che lotta strenuamente per imbrigliare i demoni della propria mente. A dare spessore alla vicenda con le propie interpretazioni ci sono anche una splendida (e bravissima) Jessica Chastain, probabilmente la più interessante scoperta dell'ultimo periodo e Shea Whigham, ottimo caratterista già visto al fianco di Shannon nel maestoso Boardwalk EmpireTake Shelter, sfruttando sapientemente i meccanismi di genere del thriller psicologico, scava a fondo, con intensità ed equilibrio, nelle paranoie dello spettatore, conducendolo in un viaggio oscuro nei meandri della mente che culmina in una spiazzante ultima mezz'ora e in un finale di rara potenza drammatica.

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