giovedì 28 giugno 2012

BEDTIME STORY

LIVIDE di Alexandre Bustillo & Julien Maury, 2011

Bustillo e Maury, la coppia terribile salita alla ribalta nel 2007 per aver girato quel gran pugno nello stomaco che è À l’intérieur, uno dei film che ha senza dubbio contribuito ad alzare di un paio di tacche il visivamente rappresentabile all'interno di una pellicola, rifiutati un paio di blockbuster hollywoodiani di sicuro successo, il remake di Hellriser e quello di Halloween II, per mantenere pieno controllo creativo sul proprio lavoro, dopo cinque anni tornano alla ribalta con un nuovo lungometraggio, Livide. Tutto si può dire dei due giovani registi francesi tranne di essersi adagiati sugli allori riproponendo la stessa ricetta del primo film. Questo nuovo lavoro parte in maniera piuttosto canonica - tre ragazzi che spinti dalle voci di paese secondo le quali in una vecchia villa ci sarebbe un tesoro, la notte di halloween entrano a cercarlo - per poi sterzare bruscamente sul terreno del fantasy. E' innegabile che il riferimento della coppia di registi sia Suspiria di Argento, i rimandi sono molteplici, l'ambientazione gotica, la casa sperduta nel bosco, la danza, tutti elementi che Bustillo e Maury, nella seconda metà del film, rielaborano in una sorta di nerissima fiaba dove gli elementi si accumulano senza apparente soluzione di continuità, creando un'atmosfera onirica e violentissima, senza preoccuparsi di spiegare allo spettatore (cosa che ad Hollywood sarebbe semplicemente impensabile) quel che sta accadendo ma lasciando che siano le spaventose immagini, perché i salti sulla sedia di certo non vengono lesinati, a chiarire gli elementi chiave della storia. Quel che ne risulta è un film senza dubbio sbilanciato, imperfetto, ma anche visionario e potente, capace di squarciare la coltre di efferata violenza con momenti di rara delicatezza, una pellicola non interamente riuscita ma che non lascia di certo indifferenti e riaccende la curiosità nei confronti del futuro dei due cineasti francesi.

domenica 24 giugno 2012

WEEKEND TRAILER EXTRAVAGANZA #47

V/H/S di un botto di gente, 2012

A quanto pare il vecchio e sano horror antologico è tornato di moda, quei bei film a episodi di una volta, roba tipo Creepshow, Body Bags, Cat's Eye, ve li ricordate? Beh, al momento in pentola bolle The ABC's of Death che sembra proprio una bombissima e questo V/H/S. Girato da un manipolo di giovani registi indipendenti, dai veterani West e Swanberg - che spero non abbiano bisogno di presentazioni - passando per Bruckner, McQuaid e Wingard, fino ad arrivare al collettivo Radio Silence, tutti regaz carichissimi che stanchi dei matusa e degli studios cercano di sbattersi per creare spaventerelli più interessanti della merda che solitamente ci propinano. Del trailer non ho capito una fava, a parte il canovaccio dei tipi che si introducono in casa a rubare una misteriosa videocassetta rarissima e si trovano per le mani mille filmati tutti matti, un delirio random di apparizioni e ragazze mostruose e bu bu settete. A questo punto, onestamente, il found footage ce l'ha fatto a fette un po' a tutti quanti ma nonostante questo, non so voi, io lo aspetto fiducioso.



THE MASTER di Paul Thomas Anderson, 2012

Secondo trailer per il nuovo film di Paul Thomas Anderson che, ve lo dico, è uno dei miei registi contemporanei prefe, quindi immaginatevi la fotta che ho di vedere questa sua nuova fatica. Le musiche tra l'altro son sempre di quel bomber di Johnny Greenwood che con la colonna sonora di There Will Be Blood m'ha fatto diventare scemo. F O T T A.



THE DARK KNIGHT RISES di Christopher Nolan, 2012

Trailerone bello corposo che mette insieme tutte le immagini disseminate nei teaser ed è inutile che ve lo dica, per me 'sto film sarà una roba apocalittica. Magari abbassare di un paio di tacche il livello di aspettativa potrebbe mettermi al riparo da una delusione ma a me SCOPPIA IL CAZZO DI CERVELLO dalla voglia di vedere questo fottuto film e so che Chris non mi deluderà. Altrimenti giuro, LA FACCIO FINITA!



MONSTERS UNIVERSITY di Dan Scanlon, 2012

Presumo nessuno di voi sia talmente turbato psichicamente dall'essersi chiesto come se la passassero Sulley e Mike, i protagonisti di Monsters, Inc., ai tempi dell'uni, in caso l'abbiate fatto (curatevi) ecco qui che a raccontarcelo ci pensa mamma Pixar. Il primo film m'era piaciuto un botto - GATTO! - e anche se di questo fino a due minuti fa ignoravo completamente l'esistenza e ha tutta l'aria di un progetto fatto su misura per rastrellare dollaroni in vista di qualcosa di più grosso, beh, il trailer fa ridere.



THE WATCH di Akiva Shaffer, 2012

Quattro padri di famiglia metton su una sorta di pattuglia per garantire la sicurezza del proprio quartiere e finiscono per fronteggiare un'invasione aliena. Questa la trama del nuovo film di Shaffer, quello di Hot Rod con Andy Samberg - che ho visto ma non è che m'abbia fatto pisciare sotto dalle risate - e di parecchia roba del SNL, una di quelle cose che vorrei tanto seguire ma che non ho la minima sbatta che la vita è breve e ho sempre un casino di robe da fare. Messa giù così sarebbe lecito pensare: "ma me che minchia me ne frega a me di questa roba?" non fosse altro che i quattro scemi di cui sopra sono Ben Stiller, Vince Vaughn e soprattutto Jonah Hill e Richard Ayoade, particolare non da poco dato che potrebbe spostare l'ago della bilancia da puttanatona a megabomba. Per invogliare la visione qui da noi han ben pensato di intitolarlo Vicini del terzo tipo. Complimenti, bella merda.



THE TWILIGHT SAGA: BREAKING DAWN PART 2 di Bill Condon, 2012

Cazzo volete che vi dica, qua è come sparare sulla Croce Rossa. Se non altro è l'ultimo capitolo, ancora un piccolo sforzo e ci siam cavati tutta la faccenda dai coglioni.



ANNA KARENINA di Joe Wright, 2012

Scusate ma sono ancora stordito dalla bellezza delle immagini di questo trailer. Wright ha più volte dimostrato di essere un regista con le palle quadrate e c'è poco da scommettere sul fatto che questa sua versione del romanzo di Tolstòj sarà splendida. 



HOTEL TRANSYLVANIA di Genndy Tartakovsky, 2012

Questo non sembra malaccio anche se in caso dovesse arrivare da noi, visto il trend di appioppare doppiatori accaso ai film d'animazione, chissà cosa potrebbe saltar fuori.



DREDD di Pete Travis, 2012

Così a colpo d'occhio la trama sembra pari-pari quella della bomba The Raid, con il trito espediente della nuova droga a fare da motore alla vicenda. Mettiamoci che Judge Dredd è uno dei pochi fumetti che ho cagato veramente poco (qualche specialino, il cross-over con Lobo), che l'incipit con In for the kill di La Roux - voglio sperare utilizzata per calcare la mano sul decadimento della società a Mega City One - è da orticaria, non è che sia tutto un fuoco per questa nuova trasposizione del personaggio di Wagner & Ezquerra. Certo è scritto da Alex Garland che non è proprio l'ultimo dei fessi ma non so se me la sento di scommettere sulla buona riuscita dell'operazione, vedremo.



CELESTE E JESSE FOREVER di Lee Toland Krieger, 2012

Sarò un fottuto hipster, che ne so, ma a me 'ste commedie finto indie Sundance style mi intrigano sempre parecchio. Queste dramedy che un po' ti fai due risate, un po' ti piji male, 'sti drammi generazionali che noi thirtysomething ci sguazziamo come maiali al trogolo, quei titoli in colori pastello, quella fotografia da Canon Mark II, tutta roba che smuove il ragazzo sensibile che alberga nei profondi recessi del mio cuore. Fatto sta che non vedo l'ora di spararmi questo film, ma proprio un bel po'.



TAKEN 2 di Olivier Megaton, 2012

Pensavate fosse finita? Pensavate che ammazzando come cani tutti quelli che gli entravano nel campo visivo Liam Neeson fosse al riparo dalle ire dei cattivoni generici dell'est? SBAGLIATO! Rade Serbedzija, il cattivo  random dell'est per antonomasia s'è preso malissimo e ha giurato vendetta, garantendoci quel che sembra un'onesta oretta e mezza di sano action scacciapensieri, un po' come il primo episodio che, diciamocelo, aveva gasato a bomba tutti quanti. Dietro la macchina da presa, a 'sto giro, quello scemo pagliaccissimo di Olivier Megaton (MA AMMAZZATI) che se anche sbaglia il colpo il film è ambientato a Istanbul che è una città della madonna e possiamo guardarci il paesaggio.



THE PROTOTYPE di Andrew Will, 2013

Non ho ben capito se questo film si ispira al videogioco ma in fondo fotte sega, quel che conta è che Will, onesto mestierante del cinema, pare aver fatto le cose per benino, il trailer è bello sugoso e lascia presagire un buon potenziale. Sempre che l'Activision non lo trascini in tribunale lasciandolo in braghe di tela. Dopo la scorsa, splendida stagione di Justified poi, vedere il faccione pacioccoso di Neal McDonough, è un grosso piacere.

venerdì 22 giugno 2012

NEIGHBORHOOD HOLOCAUST

THE DIVIDE di Xavier Gens, 2011

Gens, dopo una partenza che picchiava parecchio duro in termini di violenza, e una pellicola hollywoodiana abbastanza deludente, è tornato all'opera con questa produzione a cavallo tra Germania, Stati Uniti e Canada. The Divide parte con il botto, e quando dico botto intendo un'esplosione nucleare nel cuore di New York (realizzata in CGI quantomeno discutibile) che costringe alcuni inquilini di una palazzina a rifugiarsi nelle cantine, luogo nel quale vive il manutentore dello stabile. Se c'è qualcosa che decisamente funziona nel film è senza dubbio il cast, il manutentore in questione è nientemeno che Michael Biehn (e se questo nome non vi dice nulla vuol dire che vi siete persi per strada un grosso pezzo di grande cinema), un duro tutto d'un pezzo con un passato tormentato che cerca di gestire la disperata situazione con il pugno di ferro, dominando incontrastato la prima parte della pellicola con una performance talmente intensa che sembra quasi ne vada della sua stessa vita. Per passare poi il testimone all'altrettanto ottimo Milo Ventimiglia e all'inquietante Michael Eklund che, nella seconda metà del film, con l'inasprirsi della convivenza forzata, spingono il gruppo in una delirante spirale di violenza, tanto psicologica quanto fisica. Quello che non funziona invece è la sceneggiatura, già di per se non troppo originale e piena di buchi, nella quale viene inserita una sconclusionata sotto trama sci-fi, pretestuosa e lasciata in balia di se stessa, elemento  inspiegabile alla luce dell'effettiva durata della pellicola, sopra le due ore, che di certo non aveva bisogno di essere stiracchiata e diluita per arrivare all'ora e mezza canonica. Se si riesce però a chiudere un occhio nei confronti delle incongruenze, al volersi ostinare nel cercare a tutti i costi l'immagine spettacolare da blockbuster (spesso utilizzando una CGI non proprio all'altezza, come appunto per l'esplosione nell'incipit) finendo per mostrare troppo e rendendo superfluo più di un passaggio, se si riesce a passar sopra al fatto che mentre tutti si imbruttiscono, regredendo ad uno stato ferino e subumano, alla protagonista, Lauren German, si unge a malapena la frangetta, The Divide - soprattutto nella seconda parte - quando Gens molla le briglie, calca la mano e la follia comincia a dilagare, diverte parecchio, infilando situazioni sempre più malsane, grottesche, in un turbinio di degenerazione che culmina in un finale nerissimo.

domenica 17 giugno 2012

WEEKEND TRAILER EXTRAVAGANZA #46

Questa settimana abbiamo per le mani una sfilza di trailers, roba di primissima, tipo Collo che si spoglia nudo al ritmo conturbante del diabolico duo Rihanna/Guetta. Via con la sigla!



HEADSHOT di Pen-Ek Ratanaruang, 2011

Siccome sono un povero stronzo, io di Pen-Ek Ratanaruang non ho mai visto nulla, stronzo che sono. Questo è il trailer del suo ultimo film e così, ad occhio e croce, mi pare una bomba senza senso.



AMERICANO di Mathieu Demy, 2011

Non so, a parte Salma Hayek che fa la luridona non vedo altri selling point per questo film, mi senbra non sia né  carne né pesce, poi se qualcuno ha la mail di questo sedicente Andrew O'Hehir vorrei chiedergli cazzo intende con: "a wry film about family secrets and trans-atlantic identity" WHAT!?



NEIGHBORING SOUNDS di Kleber Mendoça Filho, 2012

In un quartiere residenziale a Recife, in Brasile, dopo l'assunzione di una coppia di guardie di sicurezza private, la gente comincia a comportarsi in modo strano, questa la sinossi dell'esorio per il regista brasiliano. A me ha solleticato ed il trailer è veramente fico, montato coi controcazzi, con un sonoro da paura e decisamente ansiogeno, secondo me vale la pena.



DJANGO UNCHAINED di Quentin Tarantino, 2012

Trailer internazionale con un paio di scene nuove (nulla per cui strapparsi i capelli, in verità), vale tutto quello già detto settimana scorsa!



MAGIC MIKE di Steven Soderbergh, 2012

Ma Soderbergh mica doveva smettere di fare il regista? Va beh, avrò capito male io. Comunque, questo è il trailer del suo nuovo film, ispirato nientemeno che all'adolescenza di Collo che a diciannove anni faceva lo spogliarellista in un locale di Tampa con il meraviglioso pseudonimo "Chan Crawford". True Story. A parte questo simpaticissimo particolare il film mi pare la solita zuppa, la tipica storia d'amore hollywoodiana con  contorno di bicipiti da paura e traversi dell'addome come se piovessero. Quella piaga di We found love di Rihanna poi, non fa che aggravare la situazione.



FOR A GOOD TIME, CALL... di Jamie Travis, 2012

Ok, questo sembra divertente! Due coinquiline che per affrontare l'infame costo della vita newyorkese si vedono costrette a mettere in piedi un hot line, con tutto il corollario di equivoci tra famiglia e amici che una cosa del genere può comportare. A parte il facepalm per non aver mai pensato ad una cosa del genere invece di rompermi le palle al lavoro tutti i giorni, intendo proprio metter su una linea erotica, non a una storia simile per una sceneggiatura, il momento vincente del trailer credo sia quando Justin Long dice "Hiiiiii" con quella incredibile faccia da fesso che Jeepers Kreepers mica aveva tutti i torti a staccargliela. Chissà il titolo da stronzi che gli daremo qui da noi se mai arriverà, non ci voglio pensare. 


SINISTER di Scott Derrickson, 2012

Ennesimo horror soprannaturale che assomiglia a millemila altri film, soprattutto The Ring, prodotto dal regaz di Paranormal Actvivity e di quello spreco di tempo che è Insidius. Alle redini del progetto il regista di quella mezza sòla de L'esorcismo di Emily Rose e di quell'abominio di Ultimatum alla Terra, che fa talmente schifo che per quanto mi riguarda non è manco mai esistito nonostante Jennifer Connelly. La storia è sempre quella, una famiglia muore male e dopo un po' nella stessa casa va a vivere una nuova famiglia che cerca con tutte le proprie forze di morire altrettanto male. Nel caso specifico per mano di una specie di chitarrista degli Slipknot, un demone pagano chiamato Bagul, che quando ho googleato per capire se è un mito con un fondo di verità o è proprio tutta 'na vaccata inventata è venuto fuori lui, fate voi. 



RESIDENT EVIL: RETRIBUTION di Paul W.S. Anderson, 2012

Anderson è un genio, lui gira una mezz'oretta di materiale, professionale, pettinatissimo, con tutto al posto giusto. Poi entra in saletta di montaggio e va giù di timewarp come non ci fosse un fottuto domani! Via di slowmotion come piovesse fino ad arrivare alla durata concordata con la produzione, così son tutti contenti. GENIO! Non trascuriamo poi che s'è sposato quella gnocca fotonica di Milla, scusate se è poco. Voi ve la siete sposata Milla? No? Allora cosa cazzo volete, c'ha sempre ragione lui a prescindere. Non trascuriamo nemmeno il fatto che il suo cinema m'ha sempre fatto cagare male, non tenendo conto di Punto di non ritorno che non era malaccio, e questa sua nuova prodezza non lascia di certo presagire nulla di buono.



2 DAYS IN NEW YORK di Julie Delpy, 2012

Oh ma quanto è invecchiata la Delpy? Non che sia un cesso ma ai tempi di Killing Zoe e del Film Bianco  mi faceva letteralmente schizzare gli occhi fuori dalle orbite. Detto questo, non è che abbia seguito la sua carriera dietro la macchina da presa con ansia, anzi, a dire il vero credo d'aver visto soltanto 2 Days in Paris che non era male ma nemmano roba per la quale strapparsi i follicoli. Beh, sarò io miope ma questo suo nuovo film mi pare la stessa solfa, c'è il compagno colored invece che barbuto e una famiglia tutta matta sai le risate. Sento puzza di mutuo da pagare, poi magari vien fuori che è lei il nuovo Woody.



PITCH PERFECT di Jason Moore, 2012

Film con gente che canta a cappella. Non ho nient'altro da aggiungere sull'argomento. Ah sì, la battuta finale sulla crystal meth m'ha fatto ridere. Passo e chiudo.


RUBY SPARKS di Jonathan Dayton & Valerie Faris, 2012

A sei anni dal debutto, la coppia di autori del caso Little Miss Sunshine, salta fuori con l'opera seconda e da quel che si vede nel trailer pare molto interessante. Intanto amo alla follia Paul Dano con quella sua faccetta strana, poi amo Zoe Kazan che non so se vi rendete conto di quanto sia adorabile con quel suo musetto perdio! Adesso che so che i due stanno insieme nella vita vera poi, sono un tripudio di pucciosità, il ventre molle e di peluche degli Orsetti del Cuore. Lei è anche sceneggiatrice e questa sembra una commedia divertente di quelle che mi garba guardare, voi fate quel che vi pare.


Se come me non ne potete più di aspettare la season finale (criminalmente divisa in due parti per allungare il brodo e torturare noi poveri adepti) di quel clamoroso capolavoro che è Breaking Bad, ecco un bel recappino che farà salire la fregola a livelli in-so-ste-ni-bi-li.

venerdì 15 giugno 2012

BEN TORNATO A CASA FILM D'AZIONE, CI SE MANCATO

THE RAID: REDEMPTION (Serbuan maut) di Gareth Evans, 2011

La trama è molto semplice, un team delle forze speciali della polizia di Jakarta cerca di espugnare il quartier generale di uno spietato boss locale, un grosso palazzo fortificato e pieno di insidie. Una sinossi di poche righe potrebbe far pensare ad un filmetto il cui unico punto di forza sia far vedere spettacolari sequenze di combattimento fine a se stesse, niente di più sbagliato, The Raid, certamente riesce ad inanellare scene d'azione da capogiro, girate con precisione millimetrica e altrettanto meravigliosamente coreografate, ma pone anche fortemente l'accento sull'evoluzione drammatica della vicenda e dei personaggi. E' ovvio che lo spettatore non deve certo aspettarsi di trovarsi di fronte un dramma shakespeariano, Evans è però stato molto attento ad evitare l'effetto accumulo, ammassando scene d'azione una sull'altra senza la minima coerenza nei confronti dello sviluppo della trama, gestendo al contrario il ritmo della pellicola in maniera magistrale e curando la regia non soltanto nei momenti salienti ma mantenendo altissimo il livello tecnico per tutto il durare di The Raid, regalando più di un guizzo e parecchie invenzioni e soluzioni interessanti. Poi beh, certo, le scene d'azione sono davvero incredibili. Se avete visto il precedente lavoro del regista gallese, Merantau, sapete di che parlo. Iko Uwais è un grandissimo atleta e si fa strada all'interno della palazzina a colpi di Silat come una macchina, in un'ora e mezza di inaudita violenza, tenendo lo spettatore incollato alla sedia come non accadeva da tempo. Uwais con umiltà si mette a servizio completo del film, a differenza ad esempio di un Tony Jaa, rinunciando di fare la star e lasciando il giusto spazio a comprimari di tutto rispetto come  il devastante Yayan Ruhian - al centro di una delle sequenze più indiavolate - non a caso chiamato Mad Dog, palese omaggio a uno dei film che ha ridefinito il cinema d'azione, l'imprescindibile Hard Boiled di John Woo, come probabilmente è destinato a ridefinirlo il film di Evans. Ed è proprio all'incredibile cinema di Woo a cavallo tra '80 e '90 che ho pensato mentre vedevo The Raid: Redemption, uno di quei film paragonabili ad un giro su un carrello impazzito dell'ottovolante, film che ti viene subito voglia di rivedere non appena appaiono i titoli di coda.



Ps: per una volta gli studios americani, una volta opzionati i diritti sul film per il proprio mercato domestico, invece di lanciarsi nell'ennesima operazione di remake si sono limitati a far riscrivere la colonna sonora a Mike Shinoda dei Linkin' Park, soluzione che, sulle prime, mi aveva fatto storcere il naso dato il mio odio per la band, ma che devo ammettere risulti molto efficace e mai invadente, un buon lavoro.

domenica 10 giugno 2012

WEEKEND TRAILER EXTRAVAGANZA #45

DJANGO UNCHAINED di Quentin Tarantino, 2012

E' il nuovo film di Quentin, uno che, dite quel cazzo che volete, io ci voglio bene parecchio, nonostante abusi un po' troppo del funky per i miei gusti. Tra l'altro, ma quanto è carico Leo? Ma quant'è potente la scena degli schizzi di sangue sul cotone? Mentre aspettate correte a ripassarvi gli spaghetti western di Sergio Corbucci, così poi in sala cogliete tutte le citazioni e ve la sborate con la vostra fidanzata e con gli amici al pub. Fuck yeah!



THE BOURNE LEGACY di Tony Gilroy, 2012

Ok, la trama pare essere ne più ne meno la stessa della prima trilogia (della quale non sono un fanatico ma che mi ha comunque ingassato il giusto), file under: macchina per uccidere della C.I.A. braccata dal governo,  ma a raccogliere il testimone a 'sto giro c'è quella cartola infocata di Jeremy Renner. In più il film è pieno imballato di gente a cui si vuol bene sempre e comunque, tipo Scott Glenn, Stacy Keach ed Edward Norton, Paddy Considine che muore ammazzato e non accreditato, poi c'è gente che invece vorrei farmi, tipo Rachel Weisz.  C'è roba che esplode, mega mosse di menare, del parkour a vanvera, grind di motociclette con addosso i Wayfarer e sparatorie a uso ridere. Per quanto mi riguarda è un WIN, poi dirige Gilroy e a me Michael Clayton era garbato un sacco.



Il babbo di Jake e Maggie dirige questa dramedy, tratta da una storia vera, su due amici che decidono di  buttarsi in una campagna elettorale sfidando lo stra favorito councilman di Seattle pur non sapendo una fava di politica. Tipo Scilipoti, Cesareo e Calearo ma più simpatici e meno stronzi. C'è pure quella topa fotonica di Cobie Smoulders, cosa volete di più?



Come se non bastassero i fottuti hipster che impazzano per le strade con le loro scattofisso da mille mila euro (SPOILER: ho una scatto fisso), ecco un film che promette di riversarne in strada a carrettate al grido di ANCHE IO! Joseph Gordon Lewitt è un gran fico e pure un bike messenger ultra cazzuto che se la bulleggia per le strade di  NY consegnando pacchi a destra e a manca come non ci fosse un domani, finchè non incontra quella fazza di pietra di Michael Shannon, poliziotto corrotto che lo tira in mezzo a giri loschissimi. L'idea di utilizzare il mondo dei bike messenger come sfondo ad un action movie è abbastanza interessante e fresca, di gente in bici al cine non se ne vedeva dai tempi di Quicksilver, e se non si fan prendere la mano da ridicolate inverosimili (tipo la scena del camion per dirne una...) robe che pure i regaz di MASH pupperebbero la fava, potrebbe saltar fuori un bel filmettino.



Sicuro come l'oro questo The Babymakers sarà una megamerdata brutta. Olivia Munn però io la amo in maniera morbosa e l'unico motivo per cui sto scrivendo queste righe è perché vorrei mi lasciasse dei messaggi come quelli che mandava a quel tonno di Chris Pine



Questo trailer sprizza anni '80 da ogni fotogramma. Sarà la fotografia, saranno scenografie e costumi, sarà il mood, sarà la storia dello sfiguz delle superiori che impara a conoscere se stesso e a crescere, sarà che ormai ho 33 fottuti anni, sarà che certe storie di formazione adolescenziale al cinema mi mancano terribilmente ma a me tutta la faccenda da buone vibrazioni. Del romanzo dal quale è tratto il film non sapevo nemmeno dell'esistenza ma a quanto pare è un cult della young adult fiction, come va tanto di moda chiamarla adesso tra noi regaz dell'internet, ed è diretto e sceneggiato dall'autore stesso, un tipo abbastanza possessivo a quanto pare. Ah, c'è Hermione Granger, butta via.



THE DARK KNIGHT RISES di Christopher Nolan, 2012

Durante gli MTV Movie Awards, Bale, Lewitt, Oldman e Ges... ehm... Nolan hanno presentato questo sneak peak. Non mi pare ci siano scene inedite, forse quella di Bane con la maschera dell'uomo pipistrello, non so, non me ne frega, l'unica cosa che so è che la fotta per vedere questo film è a livello di fusione del nocciolo.



CRAWL di Paul China, 2011

Per il cinema australiano sto a cazzo drittissimo e questo si sa, soprattutto poi, come in questo caso, se nel cast c'è gente come Georgina Haig che dopo averla vista in Fringe sono andato avanti a sbavare come un cane malato per giorni, nonostante il nome da nipote di criminale nazista fuggito dopo la resa. Da quel che si vede questo Crawl sembra un bel thrillerino rurale venato d'orrore, pare bello teso, è un esordio quindi si è pure disposti a chiudere un occhio su eventuali mancanze. Caro Paul, purtroppo non posso venire in sala lì in australia ma appena l'internet me lo permette mi sa che me lo vedo.



EARTHBOUND di Alan Brennan, 2012

Questo sembra un film d'avventura per ragazzi degli anni '80 con dei thirtysomething al posto dei regazzetti. Il film è irlandese, e l'ultimo film irlandese che mi ricordo d'aver visto è stato Dead Meat, un'ignorantata al risparmio con gli zombi che dormono in piedi come i cavalli. Questo sembra altrettanto una poverata a livello di budget ma comunque si respira una bella atmosfera, la musica e gli effetti sonori poi, sono una bomba.



WRECK-IT RALPH di Ralph Moore, 2012

Trailer del nuovo film Disney e credo sia una delle robe più geniali mai viste, la scena del gruppo di sostegno per cattivi dei videogiochi è già culto! Tra l'altro in originale la voce di Ralph è di John C. Reilly, mica cazzi.



SHADOW DANCER di James Marsh, 2012

Vedendo che tra i protagonisti c'è Clive Owen, attore che ho molto amato ma del quale non è che mi fidi poi più tanto, vista la mole di merdate al suo attivo, avevo un po' storto il naso. Poi ho schiacciato play. Questo, ve lo dico, sembra proprio una bomba. E anche se dire bomba parlando di un film sull'IRA non è il massimo del tatto direi che da quel che si può vedere Marsh, oltre che nei documentari, se la cava più che bene anche nella fiction, come del resto aveva già dimostrato con quella roba grossissima che è la Red Riding Trilogy.



FLIGHT di Robert Zemeckis, 2012

Sia lode a Gesù, Giuseppe e Maria, Robert Zemeckis, dopo dodici fottuti anni, ha finalmente messo da parte quella merda abominevole che è l'animazione in performance capture, ed è tornato a girare un film dal vivo. Poi beh, ci sarebbe da opinare su quanto sia interessante la storia di un pilota, tipo Denzel Washington, che riesce a fare atterrare un aereo in circostanze a dir poco sfavorevoli e che poi si scopre essere stato un po' alticcio, tanto che parte la crociata mediatica in stile TG4 e Studio Aperto e tutti lo vogliono linciare. Il trailer però non pare male e se Robert promette di non mettersi più a pistolare con l'animazione io gli do fiducia, facciamo finta il suo ultimo film sia stato Cast Away e che dopo sia finito in coma e criogenizzato, ok?

giovedì 7 giugno 2012

ADOLESCENTI SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI

CHRONICLE di Josh Trank, 2012

Se degli adolescenti si trovassero da un giorno all'altro ad avere dei superpoteri diventerebbero eroi al servizio dell'umanità come quelli dei comics o si metterebbero a fare gli idioti cercando di divertirsi il più possibile in pieno stile Jackass ma all'ennesima potenza? Io propendo decisamente per la seconda ipotesi e a quanto pare la pensa così anche il duo che sta dietro Chronicle, Josh Trank, il regista, e Max Landis (figlio del mai troppo osannato John) lo sceneggiatore, entrambe all'esordio sul grande schermo. Utilizzando l'ormai trito espediente del found footage la coppia è riuscita intelligentemente (se trascuriamo l'orrendo e artificioso utilizzo della videoblogger) ad infondere nuova linfa a questo stile di ripresa, giocando sulla moltiplicazione dei punti di vista e sfruttando i poteri dei tre protagonisti per giustificare movimenti di macchina mozzafiato. Scritto con particolare attenzione allo sviluppo dei personaggi, il film si prende il proprio tempo per tratteggiare, in maniera efficacie e brillante, ma non priva di qualche grossolaneria, il romanzo di formazione di questi tre amici,  tipici teenagers alle prese con la stratificazione sociale all'interno dei licei statunitensi, con i primi amori e le prime esperienze, con l'emarginazione. Un amaro ritratto adolescenziale che lentamente sposta il baricentro dall'ironica spensieratezza iniziale a un crescendo sempre più cupo e drammatico, per poi esplodere nello spettacolare e apocalittico finale. Finale che non può non far venire in mente il delirio di onnipotenza di Tetsuo in Akira, il capolavoro di Katsuhiro Otomo, ma nonostante i riferimenti ad altre opere, Chronicle riesce a mantenere uno sguardo fresco e interessante, sfruttando al meglio i relativamente pochi mezzi a propria disposizione - il film è costato "solo" 12 milioni di dollari - per raccontare, con tutti i difetti che può avere un'opera prima, una parabola di amicizia e corruzione morale in maniera coinvolgente e intensa.

martedì 5 giugno 2012

UN TRANQUILLO WEEKEND DI PAURA

QUELLA CASA NEL BOSCO (The Cabin in the Woods) di Drew Goddard, 2011

"You think you know the story", mai tagline fu più azzeccata, perchè Goddard e Whedon - che certamente non ha bisogno di presentazioni e che dopo Firefly avrà per sempre un posto nel mio cuoricino inaridito dalla vita - qui in veste di produttore e co-sceneggiatore, prendono il canovaccio classico e abusatissimo del  teen slasher e si divertono un bel po' a giocarci. Non come fece Williamson con Scream, snocciolando citazioni cinematografiche come fossero caramelle e guidando lo spettatore in un labirinto di specchi tenendolo al guinzaglio, ma con un millimetrico lavoro di scrittura, senza inutili spiegoni indigesti e trovando il giusto equilibrio tra riflessione sul genere e divertimento sfrenato. Perchè se è indubitabile che Quella Casa nel Bosco (per una volta un adattamento del titolo in italiano che non fa venire l'orticara, sarà il sapore 70's alla Fulci) abbia risvolti metanarrativi, con l'incredibile duo Sitterson e Hadley - un Richard Jenkins e un Bradlay Whitford in forma smagliante - a creare il film in presa diretta, è altrettanto vero che grazie a un'esplosiva e intelligente miscela tra horror e commedia, frutto di dialoghi che, se già risultano brillanti in italiano, posso solo immaginare come suonino in originale e di un amore viscerale (è proprio il caso di dirlo) per il genere, la pellicola è divertente come fare un giro nella casa degli orrori del Luna Park. Per gli amanti dell'horror è una vera pacchia, gli sceneggiatori mettono in campo tutta una serie di richiami ai classici e non davvero intelligenti e divertenti, il tutto scritto con un ritmo invidiabile che dalla metà in poi diventa forsennato, inanellando un'incredibile serie di sequenze da antologia (con almeno una da Top 10 delle migliori scene gore di sempre) e senza mai mollare la presa o scendere di tono fino al delirante finale. Senza dubbio uno dei film, non solo in campo horror, più divertenti degli ultimi anni e un sicuro candidato all'icona di cult.

domenica 3 giugno 2012

WEEKEND TRAILER EXTRAVAGANZA #44

THE IMPOSTER di Bart Layton, 2012

Da quel che m'ha raccontato l'internet questo qui dovrebbe essere un documentario, ma mica uno normale, un documentario girato come un thriller, una roba che mischia interviste reali a ricostruzioni tipo quelle di Chi l'ha visto? ma fatte coi soldoni e direi che il risultato si vede ed è di un certo effetto. La storia poi è malatissima, tipo un ragazzino franco algerino che si fa passare per il figlio scomparso  di una coppia texana, non ho la più pallida idea di come possa funzionare un piano del genere e non so voi che ne pensate ma secondo me è una delle robe più creepy di sempre.



RED LIGHTS di Rodrigo Cortés, 2012

Cortés è il regaz di Buried e questo è il suo nuovo film, quello che ci servirà a capire se abbiamo tutti preso un abbaglio o è davvero uno con le palle quadrate. Il trailer pare parecchio interessante, oltre a sfoderare quella bella topa di Elizabeth Olsen parte un po' in sordina per poi perdere completamente la brocca dalla metà in poi. Francamente non so cosa aspettarmi e nemmeno dove si voglia andare a parare ma voglia di vederlo me l'ha fatta venire, nonostante l'ingombrante presenza di De Niro, ormai, ahinoi, quasi sinonimo di film del cazzo.



BRANDED di Jamie Bradshaw & Aleksandr Duleryn, 2012

Film russo che mette in ballo, in un futuro distopico, un'arzigogolata teoria della cospirazione a base di malvagie multinazionali e strane creature capaci di influenzare i pensieri della gente per spingerla a consumare come non ci fosse un fottuto domani (mica tanto distopico in effetti...), tutta roba che sulla carta dovrebbe attizzarmi come un furetto in calore ma che invece no. C'è qualcosa in questo trailer che proprio non mi convince, poi magari sarà una bomba eh, ma il design delle creature non si può proprio vedere.


LES MISERABLES di Tom Hooper, 2012

Beh, spero proprio che I Miserabili non abbiano bisogno di presentazioni, questo è il film tratto dal celeberrimo musical, un genere che non è che mi faccia impazzire dalla gioia ma da quel che si vede nel trailer il livello sembra bello alto. E poi Cosette la fa Amanda Seyfried del mio cuore, direi che mi basta.



SKYFALL di Sam Mendes, 2012

Daniel Craig è la cosa migliore che poteva capitare a James Bond dopo anni di abusi perpetrati da Dalton e Brosnan. 



THE GREAT GATSBY di Baz Lurman, 2012

Vi rivelerò un segreto, non ho mai visto un film che sia uno nella filmografia di Mr. Sopra le righe Lurman. Tutta quella patinatura, quella regia (coi controcazzi, sia chiaro) da commercial, quella plasticosità, son tutte robe che mi han sempre tenuto alla larga e purtroppo non credo nemmeno DiCaprio, Edgerton e la mia fidanzata Carey riusciranno ad attirami in sala. Poi scusate tanto ma quei tamarri di Jay-Z, Kanye West e Jack White cosa cazzo c'entrano con un film ambientato negli anni 20?



ABRAHAM LINCOLN: VAMPIRE HUNTER di Timur Bekmambetov, 2012

Red Band trailer per quella megatamarrata di Abraham Lincoln blah blah blah - da noi prontamente intitolato La leggenda del cacciatore di vampiri, come se Lincoln fosse un quaraquaquà da due soldi di cui non tener conto - che devo ammettere mi scatena sentimenti contrastanti. Da un lato il tipo di regia action da blockbuster che si vede nel trailer mi fa abbastanza ribrezzo (Matrix è del 1999, vogliamo, per cortesia, voltare pagina e farla finita?) e a suo tempo Wanted mi fece cacare a spruzzo per tutta la settimana successiva alla visione, dall'altro la trama è talmente ignorante che, nonostante mi sembri si prenda troppo sul serio, qualcosa di buono potrebbe saltar fuori e poi Mary Elisabeth Winstead



MANIAC di Franck Khalfoun, 2012

Remake dell'oscuro cult dell'80 di William Lustig (quello della saga Maniac Cop, per intenderci) che esplorava il punto di vista di un serial killer, con a 'sto giro Elijah Wood nei panni del matto che con quella fazza da fesso, alla luce della sua interpretazione di Kevin in Sin City, potrebbe pure portare a casa il risultato. La sceneggiatura è del dinamico duo Aja/Levasseur che se non sbracano han dimostrato di saperci fare, quindi le carte in regola per regalarci un'oretta e mezza di schizofrenia e donnine ammazzate in malo modo pare ci siano.



HOUSE AT THE END OF THE STREET di Mark Tonderai, 2012

Da quel che si legge in giro questo dovrebbe essere un horror alla The Cabin in the Woods, dove i cliché vengono utilizzati in maniera intelligente per raccontare una storia mattissima, ed io un po' ci spero perché di stroncare un film con quella meraviglia di Jennifer Lawrence non ne ho mica tanta voglia. Certo Mostov e Loucka non sono Whedon manco per il cazzo ma mi fido. Se poi ci rifilano il solito spaventerello di fantasmi da quattro soldi faccio un casino.