mercoledì 11 luglio 2012

THIS IS ENGLAND

TYRANNOSAUR di Paddy Considine, 2011

Il violento incipit dell'esordio dietro la macchina da presa di Considine, già uno dei più interessanti volti del cinema inglese, mette subito in chiaro le cose. Nei confronti dello spettatore non ci saranno sconti. Peter Mullan, per l'ennesima volta in stato di grazia, è un vedovo alcolizzato e tormentato, pieno di rabbia e risentimento - più verso se stesso che nei confronti del mondo - un uomo incapace di controllarsi e sempre pronto a scattare in imprevedibili esplosioni di furia distruttiva. L'incontro fortuito con la commessa di un negozietto di roba usata, una intensa Olivia Colman, devota cristiana intrappolata in un matrimonio infelice e violento, permetterà ad entrambe di intraprendere un doloroso cammino verso una piena consapevolezza della propria disperata condizione. Con uno stile secco e asciutto, distaccato e improntato al realismo più cupo, Considine, senza minimamente cedere il passo alla facile ricerca della commozione a tutti i costi, colpendo al contrario lo spettatore con la violenza di un pugno allo stomaco, racconta una parabola di esseri umani irreparabilmente spezzati, di una periferia che parecchi fingono di non vedere o dimenticare, con una lucidità e un rigore che per contro amplificano a dismisura l'effetto drammatico lasciando in più di un passaggio senza fiato. Tyrannosaur non è certamente un film facile, è un viaggio oscuro e doloroso nei tortuoso groviglio di due anime danneggiate, un film al contempo splendido e devastante, capace di insinuarsi come un cuneo nella testa e nel cuore dello spettatore ben oltre la fine dei titoli di coda. 

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